giovedì 23 luglio 2015

Post-PresentAzione - Seconda Parte




  Collegandomi al post precedente, ecco ora alcune indicazioni utili!


  Cominciamo innanzitutto con l’assunto secondo il quale se conosci te stesso conoscerai il mondo!
  [Chi è al corrente delle teorie sull’universo-frattale non avrà difficoltà a trovare uno stretto legame tra il significato filosofico e scientifico di questo paradigma!
  Esercizio (provocazione): cerca sul libro di scienze delle medie un’immagine di un atomo e una foto del sistema solare. Ok, adesso trova le differenze…]
  In altre parole si può dire che le dinamiche dell’universo sono riproducibili in quelle di un atomo! Un po’ come un ramo è una parte di un albero e possiede in sé le caratteristiche dell’albero stesso. Il TUTTO e l’UNO sono tenuti assieme da un legame indissolubile!
  In questo momento non è indispensabile esaminare tutti i passaggi che portano a questo risultato. Ci serve sapere che quello che riguarda noi stessi, ad un livello infinitamente profondo, è poi replicabile in quello che succede nel nostro corpo, nella nostra famiglia, nel nostro paese e nel mondo intero. Consapevoli di questo, sarà molto più facile trovare intorno a noi le risposte che cerchiamo.
  [Sarà utile ad esempio rendersi conto che, per far funzionare una nazione, un buon passo è quello di cercare di far “funzionare” la propria famiglia…[1]]

  Poi c’è da considerare che non è necessario partire troppo dal “basso”! Non ci dobbiamo per forza segregare in eremi solitari o imbarcare in vorticosi viaggi introspettivi… E tantomeno dall’alto-altissimo-infinito, inzuppandoci di conoscenze filosofiche, scientifiche, psicologiche, astronomiche o chissà cos’altro! Dobbiamo, per il momento, “semplicemente” cercare di APRIRCI! Come quando ci mettiamo in cammino scenari e panorami si presentano a noi, così, aprendo la nostra mente, arrivano abbondanti quantità di informazioni e conoscenza!

  Altro bagaglio indispensabile da portare con noi è la consapevolezza che un viaggio verso la felicità non deve obbligatoriamente passare attraverso tappe infelici! Sono sicuro che tutti, donne e uomini di qualsiasi età, abbiamo, tra le nostre esperienze, già una buona quantità di momenti che si possono definire “non felici”. Se davvero serve capire cosa non ci piace per arrivare a quello che vogliamo, prendiamo come riferimento i momenti che abbiamo già vissuto e dai quali vogliamo allontanarci. Ogni giorno viviamo momenti di gioia e momenti tristi ma gli uni non sono indispensabili agli altri. Se oggi stiamo bene domani potremo tranquillamente stare anche meglio! Diffidate da chi vi spinge a toccare il fondo per poi trovare la via per risalire. Una parte del viaggio darà spazio alla sofferenza, dalla quale vogliamo invece allontanarci! E poi c’è il temibile rischio di entrare addirittura in confidenza con il malessere, trovare il dolore “familiare” e per certi versi costruire in questo stato la nostra “zona di confort”. Paradossale! Ma molto più frequente di quanto si possa pensare.
  Una volta stabilita la meta, la cosa più intelligente da fare per raggiungerla è individuare il percorso più agevole…e piacevole!

  E poi per fortuna c’è da considerare che ci sono molti buoni maestri in giro (con moltissime forme e travestimenti). Possono presentarsi con le sembianze di un profeta, di un amico, di un albero o una montagna, di un’avventura, di un libro…o perfino di una canzone! E se ci mettiamo in viaggio con occhi ed orecchi ben aperti, tesi e fiduciosi verso questi maestri, sarà tutto più semplice, veloce…e probabilmente anche più divertente!


Se oggi stiamo bene,
domani potremo stare anche meglio!
 

  Tornando al concetto di “transizione”, credo che identificare il punto di arrivo di questo cambiamento sarebbe un obiettivo un tantino avventato…camminare invece per mano, con quanti più compagni di viaggio possibile (in tutte le loro forme e travestimenti), può essere, in questo momento dell’evoluzione, utile e piacevole! E allora, perché non provare?! Un passo non costa nulla…un viaggio ci arricchisce immensamente!
  La destra guidata da una mano sicura che ci precede e la sinistra motivata ad aiutare chi ci segue. Questo viaggio, come metafora di quello più grande che coinvolge la nostra intera esistenza, comincia proprio da qui!


Un passo non costa nulla…
un viaggio ci arricchisce immensamente!


  E poi, quanto al fatto di poter camminare in gruppo, credo nel presupposto che l’uomo abbia ormai scavalcato l’innaturale convinzione secondo cui “il più forte vince (o peggio sopravvive)”[2], sostituita dalla Biblica certezza che costruendo una comune Arca si affronta con successo qualsiasi viaggio...per quanto burrascoso possa essere!


 Una voce è più intonata
all’interno di un coro!


  La cooperazione è la chiave di volta per il passo evolutivo che ci attende (“attende” per modo di dire...in realtà non aspetta nessuno…)!


La Vita suona in una band!


  Non mi sento un “Noè dei giorni nostri” ma tendo la sinistra perché sento che la mia destra è stata finora ben guidata. O, in termini più sintonizzati con le frequenze di queste pagine, si può dire che canticchio le canzoni che ho imparato...con la speranza di coinvolgere molte voci nel coro…per far cantare la Vita!
   A questo proposito, nella premessa ho parlato della possibilità che questo “prodotto” possa finire tra le mani (e aggiungo ai timpani) di un pubblico abbastanza vario. Chi è già vicino e sensibile ai temi legati all’espansione della Consapevolezza e alla Crescita Personale, e chi invece è ancora addormentato, quasi come sotto l’effetto di un’ipnosi”…
  [Non voglio con questo cadere nella tagliola dei “giudizi” o sembrare irrispettoso, ma ci dobbiamo rendere conto che il mondo sta cambiando con un ritmo stile rock and roll! E solo un sonno davvero profondo può nascondere questo processo che è in atto e che, se ci svegliamo, ci può far ballare alla grande!
  Esercizio (riflessione): Quella del sonno non è una metafora fine a se stessa. Ti capitano mai momenti in cui hai l’impressione di non riuscire a distinguere se sei sveglio o se stai sognando? [3] Già solo il fatto che ti stai ponendo questa domanda suggerisce che è più probabile che tu sia addormentato…! E questa non è né una colpa né una malattia…è uno stato dell’essere, e, una volta capita la nostra posizione, possiamo decidere se vogliamo continuare così o se vogliamo provare a vivere in un altro modo.]

  L’intenzione ora è quella di arrivare un po’ a tutti. Poter fornire indicazioni e informazioni utili a quanti più lettori/ascoltatori sarà possibile. Serve indubbiamente un notevole sforzo nel tentativo di trovare un buon compromesso per un risultato equilibrato ed efficace. E questa è la mia missione!
  [A coloro che sono già “in cammino” risuoneranno sicuramente familiari anche il termine e il concetto di “Missione”.]
  Con questo presupposto di fondo, alcune delle teorie che trovano spazio tra queste pagine sono accompagnate da spiegazioni e dettagli più o meno tecnici. Altri concetti saranno invece trattati con toni e termini più leggeri e colloquiali.
  Qualcosa potrà essere capito, qualcosa conosciuto… qualcosa, spero, anche solo accettato!


Il mondo sta cambiando
al ritmo del Rock ‘n’ Roll!


  A questo punto non resta che lasciarsi trasportare da questa Musica!

  Buon ascolto!




[1] Citazione alla quale sono molto legato: “Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo” - Mahatma Gandhi.
[2] C’è da sapere che il buon Charles Darwin formulò le sue più famose teorie sulla selezione naturale (il più forte sopravvive) principalmente sulla scia di studi svolti su qualche specie di tartaruga gigante e di fringuello equatoriale durante una sosta di soli 35 giorni (dal 15 settembre al 20 ottobre 1835) alle Isole Galápagos nel viaggio intorno al mondo che percorreva la nave sulla quale era imbarcato (HMS Beagle).
 [Mi scuso per la faziosità palese di questa nota che forse denigra oltremisura alcune delle teorie su cui le industrie farmaceutiche hanno da sempre fondato i loro profitti]
[3] Concetto che puoi ritrovare anche nel film “Matrix” (dei fratelli Andy e Larry Wachowski) che consiglio di vedere.







Post-PresentAzione - Prima Parte




Dopo aver abbozzato una presentazione a grandi linee di quanto seguirà, il posto successivo non può che riguardare la “Post-PresentAzione”!
  Si perché una “presentazione” penso debba essere, per sua natura, relativamente breve e quanto più possibile chiara! Come una specie di saluto al lettore, un abbraccio, o anche solo un semplice ringraziamento per la fiducia sottintesa dal fatto di andare un passo oltre la “disimpegnata” contemplazione del titolo...
  Dopo questa prima stretta di mano, ecco un capitolo che ho voluto chiamare “post-present-zione”. Un paio di vocalizzi per scaldare le voci! Utile per poggiare delle premesse che possano servire da introduzione e al tempo stesso da base portante per quanto ci attende.

  Come prima cosa, considerando soprattutto che le tematiche qui affrontate sono un po’ “fuori dal comune”, devo cominciare manifestando la profonda convinzione che PER ESSERE PRONTI DOBBIAMO ESSERE APERTI!

  C’è chi teorizza che l’istinto primario della specie umana sia quello di mantenersi, nel fluire della vita, quanto più possibile all’interno di condizioni familiari (le cosiddette “zone di confort”). Lo “sconosciuto” attrae come una calamìta le paure, è rischioso! E, in fin dei conti, chi ce lo fa fare di provare un paio di scarpe nuove quando ci sembra di camminare “benino” con quelle che già indossiamo e che ci hanno portati fin qui?!
  Con questa propensione, quando ci troviamo a sfogliare pagine nuove, quando leggiamo o ascoltiamo parole nuove, o ascoltiamo nuovi suoni, l’impulso è quello di farci guidare da una “protettiva” sfiducia, da una istintiva chiusura.
  Ma, se stiamo tutti fermi sulle nostre posizioni, come si può progredire?! Come si può avanzare e crescere?! Sospetto, dubbio e sfiducia sono armi a doppio taglio…
  A questo proposito, personalmente mi trovo pienamente d’accordo con chi teorizza che “lo scetticismo è intelligente nel momento in cui si mettono in dubbio non solo le credenze del relatore, ma anche le proprie… così da evitare di incespicare nello sterile “pregiudizio”…che spegne i nostri impulsi come quando in casa salta la corrente! …e cadiamo nel buio!

per essere PRONTI dobbiamo essere APERTI!

  Per evolvere, quindi, c’è da conciliare l’istinto all’auto-conservazione-statica con lo stimolo che ci spinge verso una “rischiosa” Libertà. C’è da trovare un compromesso tra sospetto e curiosità. Da capire quando una “chiusura” ci fa da scudo protettivo e quando invece è una pesante palla al piede.
  È significativo, in questo senso, pensare a quanto sia indecifrabile la valenza del termine “routine”. Definireste un’abitudine come qualcosa di “positivo”? O “negativo”?!  
  Quando ci troviamo ad affrontare situazioni nuove e sconosciute siamo animati sia da sensazioni di adrenalinico godimento che di tremolante timore. Poi, con il tempo e/o con la ripetizione, una situazione smette di essere “nuova” e diventa abitudinaria e a questo punto le sensazioni ad essa associate attenuano la loro intensità e si stabilisce una sorta di “amorfo-equilibrio-confortevole”. Non più eccitazione da scoperta e non più paura dell’ignoto. Noi però siamo esseri creati dal movimento e spinti al movimento (ne parleremo più approfonditamente in seguito). La stasi, delle sensazioni, del corpo, dello spirito, ci porta lentamente a morire.
  Questo non vuol dire che si debba fuggire dalle situazioni abitudinarie e confortevoli (almeno non finché le percepiamo stimolanti), ma che ci si deve allontanare dalla mera staticità (fisica, mentale e spirituale) per mantenersi Vivi!  
 
lo scetticismo è intelligente
 nel momento in cui si mettono in dubbio
 anche le proprie credenze…
    
  L’obiettivo, qui e ora, è quello di giungere alla Libertà nella sua veste più pura e consapevole, e in tutte le sue facce. Cerchiamo di abbandonare quindi il più possibile i pregiudizi! È un buon punto di partenza!
  È difficile?! Si...ma lo è sempre meno...
  È stimolante?! Si! E lo è sempre di più!!

Questo viaggio,
come metafora di quello più grande
 che coinvolge la nostra intera esistenza,
comincia da qui!

  Lo scopo di questo lavoro è quello di accompagnare chi sente dentro di sé, da pochi minuti, da un giorno o da molto tempo, di essere partito per un viaggio del quale percepisce la velocità e le vibrazioni, pur senza intravvedere, per ora, una meta precisa.

  La rappresentazione della Vita come un “viaggio” è utilizzata da sempre in molti ambiti. Del resto viene abbastanza automatico considerando l’esistenza di un uomo come una linea temporale che inizia con la nascita e finisce con la morte (del corpo fisico).
  Parallelamente al nostro percorso vi è quello globale della specie umana e, ancora più in là, quelli della terra e dell’universo. Ognuno di questi livelli procede apparentemente per conto proprio, ma è facile intuire che in realtà tutte le linee avanzano lungo una direttrice comune.
  Oggi ci troviamo ad un punto del “viaggio-comune” decisamente interessante e coinvolgente per tutti gli elementi che ne prendono parte!
  Si parla del noto (?!) cambiamento delle coscienze! Ciò che ogni singolo individuo e l'universo intero stanno vivendo in un’epoca ormai riconosciuta a gran voce di transizione, di passaggio. Della percezione del "tempo accelerato", dei radicali cambiamenti sociali e ambientali. Del corpo che si trasforma, il DNA stesso si sta evolvendo! Addirittura la galassia si appresta ad un cambiamento epocale con l’affacciarsi della terra dall’altra parte del disco galattico.
  Lo spirito dell'uomo e la natura, terra e cielo, tutto in rapido e costante mutamento!
  Stare al passo non è facile…ma, una volta partiti, poi la strada è tutta in discesa! E un bel vantaggio è costituito dal fatto che non ci dobbiamo per forza prendere le responsabilità e le noie di un percorso solitario. Anzi, se si procede in gruppo è anche meglio!