Dopo aver abbozzato una presentazione a grandi linee di
quanto seguirà, il posto successivo non può che riguardare la “Post-PresentAzione”!
Si perché una “presentazione” penso debba essere, per
sua natura, relativamente breve e quanto più possibile chiara! Come una specie di saluto al lettore, un abbraccio, o anche
solo un semplice ringraziamento per la fiducia sottintesa dal fatto di andare un
passo oltre la “disimpegnata” contemplazione del titolo...
Dopo questa prima
stretta di mano, ecco un capitolo che ho voluto chiamare “post-present-zione”. Un
paio di vocalizzi per scaldare le voci! Utile per poggiare delle premesse che
possano servire da introduzione e al tempo stesso da base portante per quanto
ci attende.
Come prima cosa, considerando
soprattutto che le tematiche qui affrontate sono un po’ “fuori dal comune”, devo
cominciare manifestando la profonda convinzione che PER ESSERE PRONTI DOBBIAMO ESSERE APERTI!
C’è chi teorizza che
l’istinto primario della specie
umana sia quello di mantenersi, nel fluire della vita, quanto più possibile
all’interno di condizioni familiari (le cosiddette “zone di confort”). Lo “sconosciuto”
attrae come una calamìta le paure, è rischioso!
E, in fin dei conti, chi ce lo fa fare di provare un paio di scarpe nuove
quando ci sembra di camminare “benino” con quelle che già indossiamo e che ci
hanno portati fin qui?!
Con questa
propensione, quando ci troviamo a sfogliare pagine nuove, quando leggiamo o
ascoltiamo parole nuove, o
ascoltiamo nuovi suoni, l’impulso è quello di farci guidare da una “protettiva”
sfiducia, da una istintiva chiusura.
Ma, se stiamo tutti
fermi sulle nostre posizioni, come si può progredire?!
Come si può avanzare e crescere?!
Sospetto, dubbio e sfiducia sono armi a doppio taglio…
A questo proposito, personalmente
mi trovo pienamente d’accordo con chi teorizza che “lo scetticismo è intelligente nel momento in cui si mettono in dubbio non solo le credenze del relatore, ma anche le proprie… così da evitare di incespicare
nello sterile “pregiudizio”…che spegne i nostri impulsi come quando in casa
salta la corrente! …e cadiamo nel buio!
per essere PRONTI
dobbiamo essere APERTI!
Per evolvere, quindi,
c’è da conciliare l’istinto all’auto-conservazione-statica con lo stimolo che ci spinge verso una “rischiosa”
Libertà. C’è da trovare un
compromesso tra sospetto e curiosità.
Da capire quando una “chiusura” ci fa da scudo protettivo e quando invece è una
pesante palla al piede.
È significativo, in
questo senso, pensare a quanto sia indecifrabile la valenza del termine
“routine”. Definireste un’abitudine come qualcosa di “positivo”? O “negativo”?!
Quando ci troviamo ad
affrontare situazioni nuove e sconosciute siamo animati sia da sensazioni di adrenalinico godimento che di tremolante timore. Poi, con il tempo e/o con la
ripetizione, una situazione smette di essere “nuova” e diventa abitudinaria e a
questo punto le sensazioni ad essa associate attenuano la loro intensità e si
stabilisce una sorta di “amorfo-equilibrio-confortevole”.
Non più eccitazione da scoperta e non più paura dell’ignoto. Noi
però siamo esseri creati dal movimento e
spinti al movimento (ne parleremo più approfonditamente in seguito). La
stasi, delle sensazioni, del corpo, dello spirito, ci porta lentamente a
morire.
Questo non vuol dire
che si debba fuggire dalle situazioni abitudinarie e confortevoli (almeno non
finché le percepiamo stimolanti), ma che ci si deve allontanare dalla mera staticità
(fisica, mentale e spirituale) per mantenersi
Vivi!
lo scetticismo è
intelligente
nel momento in cui si mettono in dubbio
anche le proprie credenze…
L’obiettivo, qui e
ora, è quello di giungere alla Libertà
nella sua veste più pura e consapevole,
e in tutte le sue facce. Cerchiamo di abbandonare quindi il più possibile i
pregiudizi! È un buon punto di partenza!
È difficile?! Si...ma
lo è sempre meno...
È stimolante?! Si! E lo è sempre di più!!
Questo viaggio,
come metafora di quello
più grande
che coinvolge la nostra intera esistenza,
comincia da qui!
Lo scopo di questo lavoro è quello di accompagnare
chi sente dentro di sé, da pochi minuti, da un giorno o da molto tempo, di essere
partito per un viaggio del quale
percepisce la velocità e le vibrazioni, pur senza intravvedere, per
ora, una meta precisa.
La rappresentazione
della Vita come un “viaggio” è utilizzata da sempre in
molti ambiti. Del resto viene abbastanza automatico considerando l’esistenza di
un uomo come una linea temporale che inizia con la nascita e finisce con la
morte (del corpo fisico).
Parallelamente al
nostro percorso vi è quello globale della specie
umana e, ancora più in là, quelli della terra e dell’universo.
Ognuno di questi livelli procede apparentemente per conto proprio, ma è facile
intuire che in realtà tutte le linee avanzano lungo una direttrice comune.
Oggi ci troviamo ad
un punto del “viaggio-comune” decisamente interessante e coinvolgente
per tutti gli elementi che ne prendono parte!
Si parla del noto
(?!) cambiamento delle coscienze! Ciò
che ogni singolo individuo e l'universo intero stanno vivendo in un’epoca ormai riconosciuta a gran voce di
transizione, di passaggio. Della
percezione del "tempo accelerato", dei radicali cambiamenti sociali e
ambientali. Del corpo che si trasforma, il DNA stesso si sta evolvendo! Addirittura
la galassia si appresta ad un cambiamento
epocale con l’affacciarsi della terra dall’altra parte del disco galattico.
Lo spirito dell'uomo e la natura, terra e cielo, tutto in rapido
e costante mutamento!
Stare al passo non è facile…ma,
una volta partiti, poi la strada è
tutta in discesa! E un bel vantaggio è costituito dal fatto che
non ci dobbiamo per forza prendere le responsabilità e le noie di un percorso
solitario. Anzi, se si procede in gruppo
è anche meglio!
Nessun commento:
Posta un commento