giovedì 23 luglio 2015

Post-PresentAzione - Prima Parte




Dopo aver abbozzato una presentazione a grandi linee di quanto seguirà, il posto successivo non può che riguardare la “Post-PresentAzione”!
  Si perché una “presentazione” penso debba essere, per sua natura, relativamente breve e quanto più possibile chiara! Come una specie di saluto al lettore, un abbraccio, o anche solo un semplice ringraziamento per la fiducia sottintesa dal fatto di andare un passo oltre la “disimpegnata” contemplazione del titolo...
  Dopo questa prima stretta di mano, ecco un capitolo che ho voluto chiamare “post-present-zione”. Un paio di vocalizzi per scaldare le voci! Utile per poggiare delle premesse che possano servire da introduzione e al tempo stesso da base portante per quanto ci attende.

  Come prima cosa, considerando soprattutto che le tematiche qui affrontate sono un po’ “fuori dal comune”, devo cominciare manifestando la profonda convinzione che PER ESSERE PRONTI DOBBIAMO ESSERE APERTI!

  C’è chi teorizza che l’istinto primario della specie umana sia quello di mantenersi, nel fluire della vita, quanto più possibile all’interno di condizioni familiari (le cosiddette “zone di confort”). Lo “sconosciuto” attrae come una calamìta le paure, è rischioso! E, in fin dei conti, chi ce lo fa fare di provare un paio di scarpe nuove quando ci sembra di camminare “benino” con quelle che già indossiamo e che ci hanno portati fin qui?!
  Con questa propensione, quando ci troviamo a sfogliare pagine nuove, quando leggiamo o ascoltiamo parole nuove, o ascoltiamo nuovi suoni, l’impulso è quello di farci guidare da una “protettiva” sfiducia, da una istintiva chiusura.
  Ma, se stiamo tutti fermi sulle nostre posizioni, come si può progredire?! Come si può avanzare e crescere?! Sospetto, dubbio e sfiducia sono armi a doppio taglio…
  A questo proposito, personalmente mi trovo pienamente d’accordo con chi teorizza che “lo scetticismo è intelligente nel momento in cui si mettono in dubbio non solo le credenze del relatore, ma anche le proprie… così da evitare di incespicare nello sterile “pregiudizio”…che spegne i nostri impulsi come quando in casa salta la corrente! …e cadiamo nel buio!

per essere PRONTI dobbiamo essere APERTI!

  Per evolvere, quindi, c’è da conciliare l’istinto all’auto-conservazione-statica con lo stimolo che ci spinge verso una “rischiosa” Libertà. C’è da trovare un compromesso tra sospetto e curiosità. Da capire quando una “chiusura” ci fa da scudo protettivo e quando invece è una pesante palla al piede.
  È significativo, in questo senso, pensare a quanto sia indecifrabile la valenza del termine “routine”. Definireste un’abitudine come qualcosa di “positivo”? O “negativo”?!  
  Quando ci troviamo ad affrontare situazioni nuove e sconosciute siamo animati sia da sensazioni di adrenalinico godimento che di tremolante timore. Poi, con il tempo e/o con la ripetizione, una situazione smette di essere “nuova” e diventa abitudinaria e a questo punto le sensazioni ad essa associate attenuano la loro intensità e si stabilisce una sorta di “amorfo-equilibrio-confortevole”. Non più eccitazione da scoperta e non più paura dell’ignoto. Noi però siamo esseri creati dal movimento e spinti al movimento (ne parleremo più approfonditamente in seguito). La stasi, delle sensazioni, del corpo, dello spirito, ci porta lentamente a morire.
  Questo non vuol dire che si debba fuggire dalle situazioni abitudinarie e confortevoli (almeno non finché le percepiamo stimolanti), ma che ci si deve allontanare dalla mera staticità (fisica, mentale e spirituale) per mantenersi Vivi!  
 
lo scetticismo è intelligente
 nel momento in cui si mettono in dubbio
 anche le proprie credenze…
    
  L’obiettivo, qui e ora, è quello di giungere alla Libertà nella sua veste più pura e consapevole, e in tutte le sue facce. Cerchiamo di abbandonare quindi il più possibile i pregiudizi! È un buon punto di partenza!
  È difficile?! Si...ma lo è sempre meno...
  È stimolante?! Si! E lo è sempre di più!!

Questo viaggio,
come metafora di quello più grande
 che coinvolge la nostra intera esistenza,
comincia da qui!

  Lo scopo di questo lavoro è quello di accompagnare chi sente dentro di sé, da pochi minuti, da un giorno o da molto tempo, di essere partito per un viaggio del quale percepisce la velocità e le vibrazioni, pur senza intravvedere, per ora, una meta precisa.

  La rappresentazione della Vita come un “viaggio” è utilizzata da sempre in molti ambiti. Del resto viene abbastanza automatico considerando l’esistenza di un uomo come una linea temporale che inizia con la nascita e finisce con la morte (del corpo fisico).
  Parallelamente al nostro percorso vi è quello globale della specie umana e, ancora più in là, quelli della terra e dell’universo. Ognuno di questi livelli procede apparentemente per conto proprio, ma è facile intuire che in realtà tutte le linee avanzano lungo una direttrice comune.
  Oggi ci troviamo ad un punto del “viaggio-comune” decisamente interessante e coinvolgente per tutti gli elementi che ne prendono parte!
  Si parla del noto (?!) cambiamento delle coscienze! Ciò che ogni singolo individuo e l'universo intero stanno vivendo in un’epoca ormai riconosciuta a gran voce di transizione, di passaggio. Della percezione del "tempo accelerato", dei radicali cambiamenti sociali e ambientali. Del corpo che si trasforma, il DNA stesso si sta evolvendo! Addirittura la galassia si appresta ad un cambiamento epocale con l’affacciarsi della terra dall’altra parte del disco galattico.
  Lo spirito dell'uomo e la natura, terra e cielo, tutto in rapido e costante mutamento!
  Stare al passo non è facile…ma, una volta partiti, poi la strada è tutta in discesa! E un bel vantaggio è costituito dal fatto che non ci dobbiamo per forza prendere le responsabilità e le noie di un percorso solitario. Anzi, se si procede in gruppo è anche meglio!





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