Vediamo perché la musica corrisponde ad un
buon modello di “coach”:
1. Una premessa d’obbligo è che, a prescindere dal maestro, la
disponibilità ad aprire la mente
dipende in primo luogo da noi stessi! Su questo non ci son dubbi. Tuttavia è
facile intuire come possiamo essere empaticamente predisposti verso un mezzo di comunicazione “attraente”, com’è una
canzone, piuttosto che, per esempio, verso un professore che ci incute una
certa dose di timore, o ascoltando una pubblicità che richiama automaticamente
diffidenza[1].
Al di là di tutto, già il
fatto che si stanno leggendo queste pagine indica che qualche passo, quanto ad apertura mentale, è stato fatto!
2. Per quanto riguarda la valutazione della musica nella sua funzione di “strumento di
comunicazione” è facile rendersi conto di quanto possa essere considerata
probabilmente il migliore mezzo
tecnologico in circolazione (e
quello che ha origini più antiche in assoluto)!
L’esperienza personale
diretta è sicuramente più significativa di mille motivazioni teoriche. Pensiamo
alle sensazioni che proviamo
ascoltando della musica. Ci capita di sentire un senso di benessere? Troviamo i messaggi comprensibili? Percepiamo che quello che viene comunicato
può rappresentare bene una realtà che ci
appartiene? Sentiamo CONFIDENZA?
Certamente saremo più “vicini” a un genere musicale rispetto ad un altro, ad un
cantante piuttosto che ad un altro…Ma per “fortuna” POSSIAMO SCEGLIERE quello che più si adatta alle nostre frequenze…a
differenza di quanto succede per altri “maestri” che invece sono imposti o,
peggio, nascosti…
3. La musica
possiede le caratteristiche ideali
per offrire un livello di partecipazione all’apprendimento decisamente efficace
e completo!
·
Stimoli uditivi sono
l’essenza stessa del suono, ovviamente.
·
Il canale visivo è attivato dall’osservazione dei “video” nei canali
tematici musicali (molto spesso infatti si tratta di brevi filmati che
rappresentano ciò che è raccontato nei testi delle canzoni). O partecipando da
spettatori all’esibizione di un musicista e/o cantante (concerti, musical, ecc.).
·
Il coinvolgimento diventa attivo
nel momento in cui, ad esempio, ci mettiamo in prima persona a cantare una canzone! Niente di più
semplice! Magari anche suonando uno
strumento.
·
Ma la musica ci può portare
anche fino al coinvolgimento totale!
Possiamo entrare dalla testa ai piedi nelle melodie, nei testi, nelle
frequenze!
[Ti è mai capitato di lasciarti andare, magari tra le pareti
fidate e sicure della tua camera
(lontano da sguardi subito pronti a giudicarti…), ad un ballo “primordiale”, quasi fino ad essere istintivamente scatenato, sentendo il tuo corpo fluire, come se fosse privo di un controllo diretto da parte di tutti i freni inibitori che solitamente ti guidano…o meglio ti limitano…?!
(lontano da sguardi subito pronti a giudicarti…), ad un ballo “primordiale”, quasi fino ad essere istintivamente scatenato, sentendo il tuo corpo fluire, come se fosse privo di un controllo diretto da parte di tutti i freni inibitori che solitamente ti guidano…o meglio ti limitano…?!
…Allora sai a cosa mi riferisco!]
Un esempio di come viene efficacemente
utilizzato il coinvolgimento totale
nella musica è riscontrabile in contesti educativi e medici con scopi di
rieducazione e riabilitazione psico-fisica. Trovano un’efficace applicazione
esercizi e pratiche che associano e
abbinano sapientemente il coinvolgimento motorio all’ascolto di specifiche
sonorità (bans, canzoni mimate, animazioni, associazioni mentali, alcune forme
di ipnosi, ecc.). Altro caso interessante è rappresentato dall’utilizzo di
musiche per l’applicazione di tecniche di sviluppo della memoria (renderò
presto disponibili filastrocche e facili canzoni per bambini utili per l’apprendimento
e la memorizzazione, ad esempio, dei numeri e dell’alfabeto inglese, di
tabelline, ecc.).
Saremo domani
quello che CANTIAMO oggi!
Siamo quindi giunti a quest’altra ottima
conclusione: La MUSICA è il Maestro, o
meglio, il COMPAGNO DI VIAGGIO IDEALE!
[1]
Professori e pubblicità sono esempi che servono per rappresentare
dei macro-gruppi più estesi e generalizzabili quali:
·
le informazioni che riceviamo per imposizione, non per scelta (professori, genitori,
formatori in ambito lavorativo, ecc.);
·
le informazioni che riceviamo senza la consapevolezza di quale sia il reale messaggio che si propongono di
trasmettere (pubblicità, messaggi subliminali in testi, film, telegiornali,
ecc.).
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