lunedì 19 ottobre 2015

Musica maestro! – Seconda Parte









  Sulla base di quanto abbiamo imparato finora, e in particolar modo nel post precedente, se ci concentriamo sulla musica, ci possiamo rendere conto di quanto possa diventare per noi un maestro davvero efficace!

  Vediamo perché la musica corrisponde ad un buon modello di “coach”:
1.     Una premessa d’obbligo è che, a prescindere dal maestro, la disponibilità ad aprire la mente dipende in primo luogo da noi stessi! Su questo non ci son dubbi. Tuttavia è facile intuire come possiamo essere empaticamente predisposti verso un mezzo di comunicazione “attraente”, com’è una canzone, piuttosto che, per esempio, verso un professore che ci incute una certa dose di timore, o ascoltando una pubblicità che richiama automaticamente diffidenza[1].  
Al di là di tutto, già il fatto che si stanno leggendo queste pagine indica che qualche passo, quanto ad apertura mentale, è stato fatto!

2.     Per quanto riguarda la valutazione della musica nella sua funzione di “strumento di comunicazione” è facile rendersi conto di quanto possa essere considerata probabilmente il migliore mezzo tecnologico in circolazione (e quello che ha origini più antiche in assoluto)!
L’esperienza personale diretta è sicuramente più significativa di mille motivazioni teoriche. Pensiamo alle sensazioni che proviamo ascoltando della musica. Ci capita di sentire un senso di benessere? Troviamo i messaggi comprensibili? Percepiamo che quello che viene comunicato può rappresentare bene una realtà che ci appartiene? Sentiamo CONFIDENZA? Certamente saremo più “vicini” a un genere musicale rispetto ad un altro, ad un cantante piuttosto che ad un altro…Ma per “fortuna” POSSIAMO SCEGLIERE quello che più si adatta alle nostre frequenze…a differenza di quanto succede per altri “maestri” che invece sono imposti o, peggio, nascosti…

3.     La musica possiede le caratteristiche ideali per offrire un livello di partecipazione all’apprendimento decisamente efficace e completo!
·        Stimoli uditivi sono l’essenza stessa del suono, ovviamente.
·        Il canale visivo è attivato dall’osservazione dei “video” nei canali tematici musicali (molto spesso infatti si tratta di brevi filmati che rappresentano ciò che è raccontato nei testi delle canzoni). O partecipando da spettatori all’esibizione di un musicista e/o cantante (concerti, musical, ecc.).
·        Il coinvolgimento diventa attivo nel momento in cui, ad esempio, ci mettiamo in prima persona a cantare una canzone! Niente di più semplice! Magari anche suonando uno strumento.
·        Ma la musica ci può portare anche fino al coinvolgimento totale! Possiamo entrare dalla testa ai piedi nelle melodie, nei testi, nelle frequenze!
[Ti è mai capitato di lasciarti andare, magari tra le pareti fidate e sicure della tua camera
(lontano da sguardi subito pronti a giudicarti…), ad un ballo “primordiale”, quasi fino ad essere istintivamente scatenato, sentendo il tuo corpo fluire, come se fosse privo di un controllo diretto da parte di tutti i freni inibitori che solitamente ti guidano…o meglio ti limitano…?!
…Allora sai a cosa mi riferisco!]


  Un esempio di come viene efficacemente utilizzato il coinvolgimento totale nella musica è riscontrabile in contesti educativi e medici con scopi di rieducazione e riabilitazione psico-fisica. Trovano un’efficace applicazione esercizi  e pratiche che associano e abbinano sapientemente il coinvolgimento motorio all’ascolto di specifiche sonorità (bans, canzoni mimate, animazioni, associazioni mentali, alcune forme di ipnosi, ecc.). Altro caso interessante è rappresentato dall’utilizzo di musiche per l’applicazione di tecniche di sviluppo della memoria (renderò presto disponibili filastrocche e facili canzoni per bambini utili per l’apprendimento e la memorizzazione, ad esempio, dei numeri e dell’alfabeto inglese, di tabelline, ecc.).
 
Saremo domani

quello che CANTIAMO oggi!


  Siamo quindi giunti a quest’altra ottima conclusione: La MUSICA è il Maestro, o meglio, il COMPAGNO DI VIAGGIO IDEALE!




[1] Professori e pubblicità sono esempi che servono per rappresentare dei macro-gruppi più estesi e generalizzabili quali:
·         le informazioni che riceviamo per imposizione, non per scelta (professori, genitori, formatori in ambito lavorativo, ecc.);
·         le informazioni che riceviamo senza la consapevolezza di quale sia il reale messaggio che si propongono di trasmettere (pubblicità, messaggi subliminali in testi, film, telegiornali, ecc.).





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