lunedì 5 ottobre 2015

Musica maestro!



 


  Giunti a questo punto si può cominciare a tirare qualche conclusione importante (in effetti abbiamo già affrontato fin qui argomenti decisamente interessanti e di rilievo, anche se velati tra gli spazi “leggeri” delle premesse…)!

  Sulla base di quanto abbiamo scoperto, non vi pare che si possa dire che una canzone può essere considerata, oltre che una buona compagna, anche un efficace “coach[1]”?
  Rendiamo la questione più limpida…
 

 
  Quando andavamo a scuola, per esempio, come facevamo a studiare per imparare le lezioni? Non ripetevamo forse mille e più volte le stesse righe per memorizzare e farle entrare dentro di noi? Altro esempio: Come abbiamo appreso dai nostri genitori cos’è “giusto” e cosa non lo è negli anni della crescita (e non solo…)? Cosa è “bene” e cosa no? E poi ancora: in che modo i pubblicitari si propongono di rendere efficace un messaggio? La risposta per tutti è il tamburellante “du du du…na na na…” per “enne” volte!. E di esempi ce ne sono in abbondanza.

  Certo…può sembrare “insensato” accostare l’insegnamento di un genitore che ripete 100 volte di rifarsi il letto al ritornello di una canzone che risuona nell’aria parole che “non ci appartengono”, o al messaggio di un calciatore che in tv promuove gli effetti fantastici di un dentifricio per i denti…ma è facile intuire quanto possano essere simili alcuni degli effetti di queste comunicazioni. 

  Ovviamente ci sono molte variabili in gioco che devono essere tenute in considerazione, oltre alla pedissequa ripetizione di parole, frasi e concetti, per valutare l’efficacia di un “maestro”. Ad esempio, l’autorità attribuita alla fonte e il grado di confidenza che ci lega ad essa (arma ben sfruttata dai pubblicitari che utilizzano personaggi famosi per stimolare il consumatore a emulare un modello attraente); la sensazione di vicinanza, se ci sentiamo sullo stesso piano di chi ci parla, se pensiamo di essere capiti, o se al contrario percepiamo diversità e lontananza. Se riusciamo poi a comprendere il linguaggio e i veicoli attraverso i quali si propaga. Tutti elementi che provocano certamente un effetto ben diverso sull’apprendimento.
  
 
   Di fonti di informazioni e di maestri è pieno il mondo! 

  Dobbiamo considerare che quello che siamo, qui ed ora, è il frutto proprio di quanto abbiamo appreso dai maestri incontrati in passato e successivamente messo in pratica. 


  [Conto sul fatto che ci si senta tutti fondamentalmente delle “belle persone”. In una qualche misura contenti e soddisfatti di quanto si è raggiunto fino ad oggi! Ma penso anche che più o meno tutti desideriamo, partendo da chi siamo ora, poterci migliorare.]

 Con una consapevolezza in continua espansione, possiamo scegliere sempre più accuratamente i nostri maestri. E questo sarà fondamentale per
ESSERE domani quello che abbiamo appreso oggi!

  Il Maestro che viene proposto in queste pagine è, si sarà capito, la Musica!
 
  Abbiamo già avuto modo di renderci conto di come funziona il processo di apprendimento e di come lo si può gestire a nostro vantaggio



In sintesi:

1. Prima di tutto ci deve essere la nostra disponibilità all’apertura! Si deve accettare la possibilità di mettere in discussione le nostre attuali credenze.

2. È importante valutare la fonte di informazione in base al grado che le si attribuisce di confidenza; vicinanza; autorità; comprensibilità.

3. Sono fondamentali la partecipazione diretta e il coinvolgimento multisensoriale.


Saremo domani
quello che abbiamo imparato oggi!




[1] Termine utilizzato ormai comunemente nel campo della crescita personale per indicare la figura del “formatore”. 





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