venerdì 10 febbraio 2017

Mario Rossi o... "Mario Netta"?! - Prima Parte






Quanto più riempiamo la mente di pensieri guidati dalla consapevolezza, tanto più otterremo ciò che realmente desideriamo, una “realtà voluta”, superando il pericolo di vegetare come automi imbottiti di rotelle e ingranaggi, privi di anima, di spirito vitale e di capacità decisionale propria.
 
  Succede infatti che possiamo incrementare le nostre conoscenze assorbendo non tanto le informazioni che ricerchiamo volontariamente, ma quelle che ci vengono sparate addosso, contro la volontà o senza che ce ne rendiamo conto. In questo caso creeremo una realtà che è il frutto di un insieme di pensieri indotti da conoscenze forzate dall’esterno. Con il classico esempio dell’“ipnosi televisiva” non ci si allontana da quello che poi effettivamente accade nella vita di tutti i giorni all’“uomo medio”. 

SIAMO VIVI IN QUANTO
PARTE DI UN PROCESSO EVOLUTIVO


  È molto utile, affrontando questi argomenti, considerare che per l’uomo le informazioni hanno una funzione “nutritiva”. Garantiscono, per la sua dimensione non-fisica, un effetto pari a quello procurato dal cibo nell’alimentare il corpo fisico. Questo perché la Vita, (l’intero Universo) tende all’evoluzione, al movimento perpetuo, alla continua trasformazione dell’energia in tutte le sue forme (grazie Albert). Quando ne abbiamo abbastanza vuol dire che il nostro percorso su questa dimensione è giunto pressoché al termine… Siamo vivi in quanto parte di un processo evolutivo. La “stasi” è una caratteristica della mancanza di vita.
  Una volta capito questo, notiamo che non ci si deve per forza scomodare molto per trovare dei banchetti soddisfacenti per la mente. Basta pensare a quanto il divano possa essere spesso percepito al pari di una biblioteca ben fornita…se abbinato al televisore che gli fa da compagno di stanza. Nessuna fatica fisica e un’abbondante dose di input. Così, però, si crea una bolla piena zeppa di “pensieri inconsapevoli”. È importante rendersi conto che la realtà che si viene a creare in questi casi non è quella che realmente vogliamo! È quella che è stata scelta per noi da qualcun altro![1]
   
[…non ti rattrista pensare che possa succedere questo?]


  Il titolo di questo capitolo è una provocazione per riflettere su quanto a volte l’uomo comune (il “Mario Rossi” della situazione) rischi di tramutarsi da individuo libero a un fantoccio inerme…una marionetta.



  La tv è una generosa fonte di esempi di come funziona il processo di manipolazione a cui è sottoposto l’uomo (occidentale) medio. A monte di quanto proiettato nella “scatola magica”, vengono infatti sapientemente elaborati degli studi che prendono in esame dalle radici il pacchetto “bisogni-desideri” dell’essere umano, le regole che governano il suo mondo a livello fisico, emozionale e spirituale. Questo viene fatto con lo scopo di arrivare a prevedere l’andamento in primis delle sue pulsioni, e, di conseguenza, dei trend sociali; controllare, se non creare, le tendenze collettive. In questo modo sarà possibile individuare (e/o decidere) quali sono le necessità, reali o percepite, della popolazione. Una volta fatto questo, il passo successivo è quello di mettere in moto una macchina che permette il soddisfacimento di quei bisogni…con il conseguente, abbondante, lucro. Si crea il buco, e poi la ciambella intorno…non c’è possibilità di fallire.

  Per andare sul concreto, basti pensare a come, ad esempio, vengono “create” le mode e i gusti attraverso il canale della televisione. Se si analizza con attenzione (e soprattutto con distacco emotivo) ciò che succede, è facile notare quanto nei vari format (film, telefilm e programmi vari) spesso non vi sia una proiezione della vita comune, ma viene invece anticipata quella che comincerà presto ad essere una nuova tendenza. Immagini di esperienze reali (condivisibili) sono mescolate (ben nascoste) a regole di comportamento, abitudini, mode nuove. Capita di notare acconciature, vestiari, modi di comunicare (terminologie e atteggiamenti) e di comportarsi che sembrano a volte “strani” a prima vista. O anche personaggi eccentrici; la notizia folle raccontata dal TG; l’esperienza assurda accaduta all’ospite della trasmissione “X”. Senza nemmeno rendersene conto tutto questo diventerà presto da “strano” a comune! Le informazioni entrano nella testa dell’osservatore come una mela entra nel suo stomaco diventando parte del suo corpo e della sua energia vitale. La realtà che esso poi crea attorno a sé sarà una conseguenza di quanto è entrato in lui…di quanto ha digerito. Dirotterà quindi il suo vivere in funzione delle nuove informazioni, e nasceranno nuovi pensieri e nuovi desideri. Banale aspettarsi poi che i nuovi bisogni troveranno subito soddisfacimento in un disegno accuratamente progettato a monte, e quindi già pronto. 

  Il tutto funziona in modo molto più rapido ed efficace se gli input sono ricevuti in uno stato di paura-timore (o anche terrore) o di confusione. Cioè se l’individuo che li assorbe non è lucido (libero) e filtra molto di meno con la razionalità e molto di più con l’impulsività (inconscio). Una persona disturbata dalla paura è molto più predisposta a ricevere informazioni dall’esterno di quanto non lo sia invece una persona che si trova in uno stato di beato benessere.

  [Qual è quindi il messaggio pubblicitario più efficace? Quello che arriva subito dopo una stimolazione destabilizzante! Diffidate dai TG!!! Vi siete sempre chiesti come mai il 99% delle notizie di un telegiornale provocano uno stato di tensione? Che sia la crisi del settore x o y, la cronaca nera, la politica oppressiva per il paese, che sia la notizia che disturba per contenuti truci, erotico-sessuali, immorali… ora sapete perché!
  Se volete una riprova di quanto appena detto basta che pensiate a quanto stanno prendendo sempre più piede trasmissioni impostate sulla tensione. Argomenti tragici, discussioni animate dalla rabbia, film e telefilm drammatici, se non dell’orrore…si crea uno stato di tensione anche in trasmissioni che dovrebbero avere un taglio di intrattenimento rilassante e divertente. Siamo arrivati in questi tempi anche a vedere addirittura la pubblicità che è sostituita da dei notiziari flash!!! Le televisioni “vivono” dei proventi della pubblicità! Che senso avrebbe tagliare un introito così remunerativo com’è una striscia pubblicitaria in prima serata se non ci fosse qualcosa che alla lunga…rende di più?!
  Un pieno rapido di informazioni destabilizzanti…come delle vangate sul terreno per prepararlo a ricevere un seme. Questo si è da paura!
Negli ultimi tempi un tema molto diffuso, presente in moltissimi film o serie TV, è quello della vendetta. Viene promossa e legittimata qualsiasi azione, se mossa da un impulso vendicativo.
Propongo ora un esempio.
Notate come i film che arrivano dalle produzioni statunitensi molto spesso seguano questa traccia:
·         si identifica un “colpevole/cattivo” che compie un’azione efferata (i crimini possono essere di tutti i generi) contro il classico cittadino americano medio (il “buono”);
·         si sviluppa una rincorsa spasmodica a regolare i conti; rincorsa nella quale il buono molto spesso si trova solo, perdendo tutto quello che ha, affetti e beni;
·         alla fine il “buono” elimina il “cattivo”, compiendo, per far questo, altrettanti crimini, ma con la tutela della legge, guadagnando insperate ricchezze e venendo per lo più riconosciuto come eroe.
(La morale delle “favole moderne” è l’esaltazione dell’occhio per occhio) L’osservatore esterno interiorizza il concetto che è buono/giusto vendicarsi di un torto subìto anche compiendo un torto uguale o peggiore.
Ora, per come la vedo io, le conseguenze di queste “ipnosi di massa”, che ormai vanno avanti da anni, trovano riscontro in un’applicazione reale della stessa formula:
·         si identifica un “cattivo”, nemico della patria e gli si associano crimini efferati (basta anche che sia la televisione a proiettare personaggi e azioni, non devono per forza essere reali/accaduti);
·         si propone un’azione correttiva (vendetta);
·         si ottiene il riscontro favorevole dell’opinione pubblica, legittimando l’occhio per occhio e molto spesso ricorrendo anche al reperimento di fondi dalla comunità (impoverendo il cittadino che è disposto al sacrificio per la causa, con l’illusione di trovare poi una nuova ricchezza alla fine…”del film”).
Spero che l’esempio porti alla mente casi che realmente accadono/sono accaduti. C’è da considerare che il meccanismo funziona talmente bene che a volte non serve che il “cattivo” compia un’azione scatenante, basta diffondere la paura di un possibile crimine e promuovere poi un’azione correttiva preventiva!! ..paradossale ..ma vero! ]


[1] Non è da intendersi che l’inconscio sia unicamente strutturato da informazioni inculcate dall’esterno.
  Esso concorre a formare istinti e desideri (cosa che facciamo anche in parte consapevolmente) ma, poiché non è governato direttamente dalla volontà, risulta più facilmente manipolabile da chi ne conosce la natura e le caratteristiche e ha tutto l’interesse a non passare attraverso il filtro del ragionamento consapevole (ad esempio se intende creare un bisogno fittizio).
  È più facile, ad esempio per un pubblicitario, creare il desiderio di un prodotto lavorando sull’inconscio del potenziale cliente, più che cercare di convincerlo razionalmente all’acquisto. Spesso dietro la parvenza di un ragionamento logico si nasconde una manipolazione a livello inconscio.

Nessun commento:

Posta un commento