Quanto più riempiamo la mente
di pensieri guidati dalla consapevolezza, tanto più otterremo ciò che realmente
desideriamo, una “realtà voluta”, superando
il pericolo di vegetare come automi imbottiti di rotelle e ingranaggi, privi di
anima, di spirito vitale e di capacità decisionale propria.
Succede infatti che possiamo incrementare le
nostre conoscenze assorbendo non tanto le informazioni che ricerchiamo
volontariamente, ma quelle che ci vengono sparate addosso, contro la volontà o
senza che ce ne rendiamo conto. In questo caso creeremo una realtà che è il
frutto di un insieme di pensieri indotti da conoscenze forzate dall’esterno.
Con il classico esempio dell’“ipnosi televisiva” non ci si allontana da quello
che poi effettivamente accade nella vita di tutti i giorni all’“uomo medio”.
SIAMO VIVI IN QUANTO
PARTE DI UN PROCESSO
EVOLUTIVO
È molto utile, affrontando questi argomenti, considerare
che per l’uomo le informazioni hanno una funzione “nutritiva”. Garantiscono,
per la sua dimensione non-fisica, un effetto pari a quello procurato dal cibo
nell’alimentare il corpo fisico. Questo perché la Vita, (l’intero Universo)
tende all’evoluzione, al movimento perpetuo, alla continua trasformazione dell’energia
in tutte le sue forme (grazie Albert). Quando ne abbiamo abbastanza vuol dire
che il nostro percorso su questa dimensione è giunto pressoché al termine… Siamo
vivi in quanto parte di un processo evolutivo. La “stasi” è una caratteristica
della mancanza di vita.
Una volta capito questo, notiamo che non ci
si deve per forza scomodare molto per trovare dei banchetti soddisfacenti per
la mente. Basta pensare a quanto il divano possa essere spesso percepito al
pari di una biblioteca ben fornita…se abbinato al televisore che gli fa da compagno
di stanza. Nessuna fatica fisica e un’abbondante dose di input. Così, però, si
crea una bolla piena zeppa di “pensieri inconsapevoli”. È importante rendersi
conto che la realtà che si viene a creare in questi casi non è quella che
realmente vogliamo! È quella che è stata scelta per noi da qualcun altro![1]
[…non
ti rattrista pensare che possa succedere questo?]
Il titolo di questo
capitolo è una provocazione per riflettere su quanto a volte l’uomo comune (il
“Mario Rossi” della situazione) rischi di tramutarsi da individuo libero a un
fantoccio inerme…una marionetta.
La tv è una generosa fonte di esempi di come
funziona il processo di manipolazione a cui è sottoposto l’uomo (occidentale)
medio. A monte di quanto proiettato nella “scatola magica”, vengono infatti
sapientemente elaborati degli studi che prendono in esame dalle radici il
pacchetto “bisogni-desideri” dell’essere umano, le regole che governano il suo
mondo a livello fisico, emozionale e spirituale. Questo viene fatto con lo
scopo di arrivare a prevedere l’andamento in primis delle sue pulsioni, e, di
conseguenza, dei trend sociali; controllare, se non creare, le tendenze
collettive. In questo modo sarà possibile individuare (e/o decidere) quali sono
le necessità, reali o percepite, della popolazione. Una volta fatto questo, il
passo successivo è quello di mettere in moto una macchina che permette il
soddisfacimento di quei bisogni…con il conseguente, abbondante, lucro. Si crea il buco, e poi la ciambella
intorno…non c’è possibilità di fallire.
Per andare sul concreto, basti pensare a come,
ad esempio, vengono “create” le mode e i gusti attraverso il canale della
televisione. Se si analizza con attenzione (e soprattutto con distacco emotivo)
ciò che succede, è facile notare quanto nei vari format (film, telefilm e
programmi vari) spesso non vi sia una proiezione della vita comune, ma viene
invece anticipata quella che comincerà presto ad essere una nuova tendenza. Immagini
di esperienze reali (condivisibili) sono mescolate (ben nascoste) a regole di
comportamento, abitudini, mode nuove. Capita di notare acconciature, vestiari, modi
di comunicare (terminologie e atteggiamenti) e di comportarsi che sembrano a
volte “strani” a prima vista. O anche personaggi eccentrici; la notizia folle
raccontata dal TG; l’esperienza assurda accaduta all’ospite della trasmissione
“X”. Senza nemmeno rendersene conto tutto questo diventerà presto da “strano” a
comune! Le informazioni entrano nella testa dell’osservatore come una mela
entra nel suo stomaco diventando parte del suo corpo e della sua energia vitale.
La realtà che esso poi crea attorno a sé sarà una conseguenza di quanto è
entrato in lui…di quanto ha digerito. Dirotterà quindi il suo vivere in
funzione delle nuove informazioni, e nasceranno nuovi pensieri e nuovi desideri.
Banale aspettarsi poi che i nuovi bisogni troveranno subito soddisfacimento in
un disegno accuratamente progettato a monte, e quindi già pronto.
Il tutto funziona in modo molto più rapido ed
efficace se gli input sono ricevuti in uno stato di paura-timore (o anche
terrore) o di confusione. Cioè se l’individuo che li assorbe non è lucido
(libero) e filtra molto di meno con la razionalità e molto di più con
l’impulsività (inconscio). Una persona disturbata dalla paura è molto più
predisposta a ricevere informazioni dall’esterno di quanto non lo sia invece
una persona che si trova in uno stato di beato benessere.
[Qual è
quindi il messaggio pubblicitario più efficace? Quello che arriva subito dopo
una stimolazione destabilizzante! Diffidate dai TG!!! Vi siete sempre chiesti
come mai il 99% delle notizie di un telegiornale provocano uno stato di
tensione? Che sia la crisi del settore x o y, la cronaca nera, la politica oppressiva
per il paese, che sia la notizia che disturba per contenuti truci, erotico-sessuali,
immorali… ora sapete perché!
Se volete una
riprova di quanto appena detto basta che pensiate a quanto stanno prendendo
sempre più piede trasmissioni impostate sulla tensione. Argomenti tragici,
discussioni animate dalla rabbia, film e telefilm drammatici, se non
dell’orrore…si crea uno stato di tensione anche in trasmissioni che dovrebbero
avere un taglio di intrattenimento rilassante e divertente. Siamo arrivati in
questi tempi anche a vedere addirittura la pubblicità che è sostituita da dei
notiziari flash!!! Le televisioni “vivono” dei proventi della pubblicità! Che
senso avrebbe tagliare un introito così remunerativo com’è una striscia
pubblicitaria in prima serata se non ci fosse qualcosa che alla lunga…rende di
più?!
Un pieno rapido di
informazioni destabilizzanti…come delle vangate sul terreno per prepararlo a ricevere
un seme. Questo si è da paura!
Negli ultimi tempi un tema molto diffuso, presente in
moltissimi film o serie TV, è quello della vendetta. Viene promossa e legittimata
qualsiasi azione, se mossa da un impulso vendicativo.
Propongo ora un esempio.
Notate come i film che arrivano dalle produzioni
statunitensi molto spesso seguano questa traccia:
·
si
identifica un “colpevole/cattivo” che compie un’azione efferata (i crimini possono
essere di tutti i generi) contro il classico cittadino americano medio (il
“buono”);
·
si
sviluppa una rincorsa spasmodica a regolare i conti; rincorsa nella quale il
buono molto spesso si trova solo, perdendo tutto quello che ha, affetti e beni;
·
alla
fine il “buono” elimina il “cattivo”, compiendo, per far questo, altrettanti
crimini, ma con la tutela della legge, guadagnando insperate ricchezze e venendo
per lo più riconosciuto come eroe.
(La morale delle “favole moderne” è l’esaltazione dell’occhio
per occhio) L’osservatore esterno interiorizza il concetto che è buono/giusto
vendicarsi di un torto subìto anche compiendo un torto uguale o peggiore.
Ora, per come la vedo io, le conseguenze di queste “ipnosi
di massa”, che ormai vanno avanti da anni, trovano riscontro in un’applicazione
reale della stessa formula:
·
si
identifica un “cattivo”, nemico della patria e gli si associano crimini
efferati (basta anche che sia la televisione a proiettare personaggi e azioni,
non devono per forza essere reali/accaduti);
·
si
propone un’azione correttiva (vendetta);
·
si
ottiene il riscontro favorevole dell’opinione pubblica, legittimando l’occhio
per occhio e molto spesso ricorrendo anche al reperimento di fondi dalla
comunità (impoverendo il cittadino che è disposto al sacrificio per la causa,
con l’illusione di trovare poi una nuova ricchezza alla fine…”del film”).
Spero che l’esempio porti alla mente casi che realmente
accadono/sono accaduti. C’è da considerare che il meccanismo funziona talmente
bene che a volte non serve che il “cattivo” compia un’azione scatenante, basta
diffondere la paura di un possibile crimine e promuovere poi un’azione
correttiva preventiva!! ..paradossale ..ma vero!
]
[1]
Non è da intendersi che l’inconscio sia unicamente strutturato da informazioni
inculcate dall’esterno.
Esso concorre a formare istinti e desideri
(cosa che facciamo anche in parte consapevolmente) ma, poiché non è governato
direttamente dalla volontà, risulta più facilmente manipolabile da chi ne
conosce la natura e le caratteristiche e ha tutto l’interesse a non passare
attraverso il filtro del ragionamento consapevole (ad esempio se intende creare
un bisogno fittizio).
È più facile, ad esempio per un
pubblicitario, creare il desiderio di un prodotto lavorando sull’inconscio del
potenziale cliente, più che cercare di convincerlo razionalmente all’acquisto.
Spesso dietro la parvenza di un ragionamento logico si nasconde una
manipolazione a livello inconscio.

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