Detto questo, che
cos’è “La Vita Canta” (o, più
brevemente, “LVC”)?!
Il progetto ha l’impegnativo, quanto stimolante, compito di divulgare e
condividere concetti, conoscenza e informazioni che ho raccolto negli anni da numerose fonti, lontane
e varie (maestri più o meno mimetizzati nell’ambiente attorno a me) e negli
anni elaborate, metabolizzate e soprattutto vissute! Un mare di nozioni le cui acque sono salate di Consapevolezza.
Il filo conduttore è
la Musica, quale espressione Viva e
tangibile delle vibrazioni dell’Universo.
Ritratto sonoro dell’energia che ci
circonda e che ci costituisce.
Il “tutto-è-uno” vibra in un ondeggiare
melodico!
...la Vita in due parole?! Armonia Divina!
La Vita è vibrazione e le vibrazioni sono Musica! Da qui trae ispirazione il disegno che voglio tracciare!
Il “tutto-è-uno” che vibra
in un ondeggiare melodico
è Armonia Divina!
Passando ad un
approccio più pratico, dopo essermi lasciato andare ad una pioggia di aforismi,
penso che per far capire al volo le basi
sulle quali si fonda “La Vita Canta”
si possa partire lanciando nell’aria questa domanda, come una nota che, suonata
in una grande sala vuota, riempie lo spazio e lo rende vivo:
“Che canzone hai in testa in questo momento?!”
In questo caso, come
spesso accade nei percorsi di crescita personale, non è importante tanto la risposta, quanto la domanda stessa.
Accendiamo il motore
e ingraniamo la prima…
C’è una canzone che
gironzola tra i tuoi pensieri?
[Prenditi qualche
istante per pensarci. Cerca di lasciare che i pensieri affollati nella tua
testa si calmino dolcemente. Non è indispensabile che spariscano (ci vuole
qualche anno di pratica meditativa per farlo con una certa rapidità…) ma basta
che si adagino come sassolini sul fondo di un acquario.
Esercizio (meditazione):
Siediti comodo, possibilmente senza
incrociare gambe o braccia…
Chiudi gli occhi e fai 3 respiri profondi
cercando di rilassare tutti i muscoli del tuo corpo…lasciati avvolgere come da
un’onda leggera e tiepida che, ad ogni inspirazione, ti copre di serenità e
pace. Ad ogni espirazione, si ritira portando con sé tutte le tensioni e i
pensieri che ti disturbano.
A questo punto immagina che la tua testa sia
un acquario…raffigura i tuoi pensieri come dei sassolini colorati che vagano
sparsi dappertutto, come se la bolla fosse stata agitata…
Ora, respirando profondamente, pian piano
senti e vedi che i sassolini scendono fino a rimanere immobili sul fondo…
Ad ogni respiro (almeno 3) vanno sempre più
giù fino a fermarsi lasciando l’acqua (la mente) quasi immobile, chiara,
limpida…ci puoi vedere attraverso come se fosse un vetro!
Fatto questo pensa alla prima canzone che ti
viene in mente. Cerca di percepirla dentro di te. Va benissimo anche solo una
melodia in lontananza…il classico “du du du…na na na…”…
E con questo motivetto in testa fai un altro
bel respiro profondo e lentamente riapri gli occhi…]
Che canzone hai in testa in questo momento?!
Partiti! Proviamo ora
ad accelerare e a goderci il rombo del motore!
Seconda marcia…
E’ illuminante rendersi conto che in molti
momenti della nostra giornata ci sono
canzoni, ritornelli o anche semplici “du
du du…na na na…” che creano una sorta di colonna sonora dentro di noi!
La mente, lo sappiamo
bene, è costantemente impegnata da un certo numero di pensieri ai quali diamo
più o meno carica. Questi rimangono “attivi”, in fase di elaborazione oppure in
una sorta di inerte stand-by, ma comunque vivi. Quasi sempre uno di questi
spazi è occupato da una canzone, una melodia!
Terza marcia…
Proseguiamo passando
ora ad un livello emozionale.
Pensiamo alle specifiche sensazioni
che ci vengono trasmesse dalla musica, e cerchiamo di identificare quali
reazioni ci provoca una canzone invece che un’altra o anche un particolare
genere musicale.
Pensiamo a come può
punzecchiare l’intelletto un’opera
classica; come ci può aprire il cuore
una romantica ballata o come può aizzare
i nostri spiriti ribelli un ruvido pezzo di protesta. Come può farci pulsare le membra una sinuosa samba
brasiliana, farci viaggiare nello spazio
il lamento rauco di una tromba jazz o come può mandare in circolo l’adrenalina l’ululato eccitato di un assolo di
chitarra elettrica!
Già solo con questo
grado di consapevolezza sono facili da
intuire la portata e la potenza della musica! Quanto spazio
e quanta forza può avere un
messaggio comunicato con vibrazioni
e parole attraverso una canzone! E quanto può influire tutto questo su ciò che facciamo e su ciò che siamo!
Quarta marcia…
La scienza[1]
ha dimostrato in tempi moderni che le vibrazioni
delle particelle nello spazio, quindi anche le onde sonore, hanno un effetto
morfogenetico sulla materia[2].
Modificano cioè la forma e la struttura della materia nel mondo fisico! Questo,
per arrivare al sodo in tempi brevi (i dettagli arriveranno in seguito…), sta a
significare che non solo una canzone
ci può cambiare l’umore…ma può
modificare fisicamente la nostra
struttura molecolare (da qui le molto note applicazioni in ambito di
musicoterapia)!!
[1]
Non mi riferisco solamente alla comunità scientifica internazionale
convenzionalmente intesa (che mantiene purtroppo un certo grado di sudditanza
nei confronti degli esponenti del potere politico ed economico mondiale), ma
all’insieme delle scoperte scientifiche empiricamente dimostrate e in qualche
modo, più o meo ufficiale, divulgate.
[2] In realtà la storia è da sempre cosparsa di
momenti e di personaggi che hanno segnato passi importanti per quanto riguarda
gli studi sul suono e sulle vibrazioni.
Pitagora, ad esempio, sosteneva
che "la geometria delle forme è
musica solidificata”.
Galileo concepì studi poi
elaborati e perfezionati tra gli altri dal musicista e fisico tedesco Ernst
Chladni sulle “linee nodali del modo di vibrazione” (vedi “figure di Chladni”
che mettono in stretta relazione il suono e la materia). Solo per citare i nomi
più noti. Purtroppo però si trattava di argomentazioni fatte rientrare,
all’epoca, più che altro nella sfera filosofica del sapere, senza quindi
trovare l’appoggio della scienza ufficiale. In tempi più recenti si sono distinti,
tra gli altri, gli studi di Hans Jenny (a lui si deve il termine “cimatica”) e
gli esperimenti sulla “memoria dell’acqua” di Masaru Emoto.
Nessun commento:
Posta un commento