lunedì 20 febbraio 2017

Mario Rossi o... "Mario Netta"?! - Quarta Parte







  Parliamo delle “crisi”. Succede quasi ogni anno che vengano universalmente (fin dove arrivano i mezzi di comunicazione di massa) diffuse notizie su degli eventi catastrofici che hanno provocato una profonda crisi in un determinato settore. Alcuni esempi possono essere il virus della “mucca pazza” che in passato ha sterminato ingenti quantità di capi di bovini; l’influenza aviaria che qualche tempo dopo ha replicato la stessa “formula” sul pollame; poi è stato il turno dei suini. Un anno il gelo invernale ha tremendamente messo in ginocchio la produzione delle arance. Un anno il parassita “alfa” ha decimano la raccolta di pesche. Poi è stata la volta delle patate, delle zucchine, ecc.
  [I cetrioli, che non mi piacciono, si salvano sempre…!]

  Non sto dicendo che tutte queste catastrofi non siano realmente avvenute. Ma proviamo a valutare cosa succede dal punto di vista economico in presenza di queste circostanze in modo da capire se possano essere sfruttate per arrivare a secondi fini.
  La conseguenza, tanto scontata quanto “giustificabile” dalla popolazione, è che i prezzi dei prodotti che sono stati danneggiati dallo stato di crisi aumentino smisuratamente. Capiterà quindi che in una stagione troveremo dal fruttivendolo i prezzi delle arance raddoppiati rispetto all’anno precedente per la gelata che ne ha decimato la produzione. E l’anno successivo? Sarà il turno delle pesche! Si ma le arance?! Qualcuno ha pensato a riadeguarne il prezzo?! No! E così accade anno dopo anno, crisi dopo crisi, evento eccezionale dopo evento eccezionale. In un tempo ragionevolmente breve è presumibile che sarà eccezionalmente aumentato il prezzo di un bel po’ di prodotti…alla faccia degli studi compiuti sui panieri rappresentativi, sull’inflazione e sull’andamento del potere d’acquisto.
    
  [Ora se andiamo ad ordinare una bistecca, la cosiddetta “fiorentina”, al ristorante la paghiamo come un solitario dal gioielliere… Ricordate quando era bandita per via del rischio prodotto dal morbo della “mucca pazza”? I consumi sono stati dirottati su altri prodotti, i prezzi adeguati e il consenso popolare garantito da una buona dose di disinformazione ipnotica!]

  Se pensate che sia realistica, o anche solo lontanamente possibile, l’ipotesi di un controllo a monte di queste dinamiche, potete anche immaginare quale enorme guadagno possa arrivare nelle tasche di chi muove i fili di questo teatrino.
  Un altro esempio di cui non serve parlare più di tanto è quello che riguarda il prezzo della benzina. Aumenti smisurati in tempo di crisi mai bilanciati da adeguamenti a ribasso.
  Considerate seriamente la possibilità che le “crisi” (dal piccolo settore economico fino ad arrivare alle grandi destabilizzazioni di intere nazioni) possano essere dei “momenti” studiati a tavolino, parte di un piano economico che si regge su delle formule precise dove il cittadino non è una “variabile”.

  In realtà 
le gelate invernali, le siccità estive e le epidemie che colpiscono gli uomini o gli allevamenti di bestiame sono eventi tanto catastrofici quanto “comuni”, o forse è meglio dire naturali (a meno che non si metta mano alle provette per “gestirne” la diffusione, cosa che, purtroppo, accade). Ma ciò che può fare veramente la differenza è la propagazione di un virus ben più pericoloso e destabilizzante…la paura! La formula è tanto banale quanto efficace: la popolazione viene contagiata dal timore di una catastrofe ed è così disposta a compiere sacrifici e rinunce. In altre parole si prepara il terreno all’aumento del prezzo giustificandolo con una causa scatenante che renda la situazione accettata/accettabile dalla popolazione.


  È chiaro che sono meccanismi di manipolazione dei consensi che vengono utilizzati in molti campi del vivere sociale. Da quando si devono porre le basi per l’inserimento di una nuova tassa o legge, fino a quando si ha bisogno dell’approvazione popolare per portare una nazione in guerra.

  [La prassi più cara (e necessaria) per il governante che voglia reggere il suo mandato sul consenso degli elettori è quella di riuscire a fare in modo che il popolo sia convinto di richiedere in prima persona le manovre che è stato invece lui a pianificare.
  È un po’ come se un “re” avesse tanta sete e poca acqua. Per poterla comprare dal regno vicino, senza apparire un assetato e senza prosciugare il suo conto, accende una scintilla entro le mura del castello e innesca un fuoco che minaccia i castellani con il pericolo di un devastante incendio. Il popolo chiederà grandi giacimenti di acqua per spegnere questo e tutti gli incendi che si potrebbero scatenare in futuro. E il re si può così dissetare a sazietà! E farà al caso suo la provvidenziale tassa sugli incendi, necessaria per acquistare l’acqua che il popolo ha richiesto a gran voce.]



  [Tutta questa lunga parte dedicata alla descrizione di alcune tecniche di politica economica, di come trovano attuazione e di come spesso possano non essere proprio così “visibili”, non ha nulla a che vedere con la musica, ma dovrebbe servire per riuscire a decifrare, a scoprire attorno a noi situazioni simili a quelle descritte, per capirne i fondamenti e i campi di attuazione! Per essere consapevoli che lo sconto su di un prodotto è SICURAMENTE più che compensato dall’incremento di prezzo su altri prodotti! Che un “omaggio” l’abbiamo più che ripagato al riempimento dei punti della tessera, ecc.
  Non dobbiamo di certo evitare di entrare nei supermercati, o evitare di mangiare le arance se l’inverno trascorso è stato troppo freddo…Il succo del discorso è che dobbiamo sapere quello che vogliamo noi, cosa vuole il nostro “Io Consapevole”! E in quella direzione procedere!
  Insomma, aprire un pochino di più gli occhi non ci fa solo vedere meglio il panorama attorno…ci permette anche di scegliere con più accuratezza dove andare! Ci fa essere, in una parola, un po’ più LIBERI! Dobbiamo puntare all’INTELLIGENZA, che è la “capacità di leggere-dentro” alle cose].

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