Parliamo delle “crisi”.
Succede quasi ogni anno che vengano universalmente (fin dove arrivano i mezzi
di comunicazione di massa) diffuse notizie su degli eventi catastrofici che
hanno provocato una profonda crisi in un determinato settore. Alcuni esempi
possono essere il virus della “mucca pazza” che in passato ha sterminato
ingenti quantità di capi di bovini; l’influenza aviaria che qualche tempo dopo
ha replicato la stessa “formula” sul pollame; poi è stato il turno dei suini.
Un anno il gelo invernale ha tremendamente messo in ginocchio la produzione
delle arance. Un anno il parassita “alfa” ha decimano la raccolta di pesche.
Poi è stata la volta delle patate, delle zucchine, ecc.
[I cetrioli, che
non mi piacciono, si salvano sempre…!].
Non sto dicendo che tutte queste catastrofi
non siano realmente avvenute. Ma proviamo a valutare cosa succede dal punto di
vista economico in presenza di queste circostanze in modo da capire se possano
essere sfruttate per arrivare a secondi fini.
La conseguenza, tanto scontata quanto “giustificabile”
dalla popolazione, è che i prezzi dei prodotti che sono stati danneggiati dallo
stato di crisi aumentino smisuratamente. Capiterà quindi che in una stagione
troveremo dal fruttivendolo i prezzi delle arance raddoppiati rispetto all’anno
precedente per la gelata che ne ha decimato la produzione. E l’anno successivo?
Sarà il turno delle pesche! Si ma le arance?! Qualcuno ha pensato a riadeguarne
il prezzo?! No! E così accade anno dopo anno, crisi dopo crisi, evento
eccezionale dopo evento eccezionale. In un tempo ragionevolmente breve è
presumibile che sarà eccezionalmente aumentato il prezzo di un bel po’ di
prodotti…alla faccia degli studi compiuti sui panieri rappresentativi,
sull’inflazione e sull’andamento del potere d’acquisto.
[Ora se andiamo ad
ordinare una bistecca, la cosiddetta “fiorentina”, al ristorante la paghiamo
come un solitario dal gioielliere… Ricordate quando era bandita per via del
rischio prodotto dal morbo della “mucca pazza”? I consumi sono stati dirottati
su altri prodotti, i prezzi adeguati e il consenso popolare garantito da una
buona dose di disinformazione ipnotica!]
Se pensate che sia realistica, o anche solo
lontanamente possibile, l’ipotesi di un controllo a monte di queste dinamiche,
potete anche immaginare quale enorme guadagno possa arrivare nelle tasche di
chi muove i fili di questo teatrino.
Un altro esempio di cui non serve parlare più
di tanto è quello che riguarda il prezzo della benzina. Aumenti smisurati in
tempo di crisi mai bilanciati da adeguamenti a ribasso.
Considerate seriamente la possibilità che le
“crisi” (dal piccolo settore economico fino ad arrivare alle grandi destabilizzazioni
di intere nazioni) possano essere dei “momenti” studiati a tavolino, parte di
un piano economico che si regge su delle formule precise dove il cittadino non
è una “variabile”.
In realtà
le gelate invernali, le siccità
estive e le epidemie che colpiscono gli uomini o gli allevamenti di bestiame sono
eventi tanto catastrofici quanto “comuni”, o forse è meglio dire naturali (a
meno che non si metta mano alle provette per “gestirne” la diffusione, cosa
che, purtroppo, accade). Ma ciò che può fare veramente la differenza è la
propagazione di un virus ben più pericoloso e destabilizzante…la paura! La
formula è tanto banale quanto efficace: la popolazione viene contagiata dal
timore di una catastrofe ed è così disposta a compiere sacrifici e rinunce. In
altre parole si prepara il terreno all’aumento del prezzo giustificandolo con
una causa scatenante che renda la situazione accettata/accettabile dalla
popolazione.
È chiaro che sono meccanismi di manipolazione
dei consensi che vengono utilizzati in molti campi del vivere sociale. Da
quando si devono porre le basi per l’inserimento di una nuova tassa o legge,
fino a quando si ha bisogno dell’approvazione popolare per portare una nazione
in guerra.
[La prassi più cara
(e necessaria) per il governante che voglia reggere il suo mandato sul consenso
degli elettori è quella di riuscire a fare in modo che il popolo sia convinto
di richiedere in prima persona le manovre che è stato invece lui a pianificare.
È un po’ come se un
“re” avesse tanta sete e poca acqua. Per poterla comprare dal regno vicino,
senza apparire un assetato e senza prosciugare il suo conto, accende una
scintilla entro le mura del castello e innesca un fuoco che minaccia i
castellani con il pericolo di un devastante incendio. Il popolo chiederà grandi
giacimenti di acqua per spegnere questo e tutti gli incendi che si potrebbero
scatenare in futuro. E il re si può così dissetare a sazietà! E farà al caso
suo la provvidenziale tassa sugli incendi, necessaria per acquistare l’acqua
che il popolo ha richiesto a gran voce.]
[Tutta questa lunga
parte dedicata alla descrizione di alcune tecniche di politica economica, di
come trovano attuazione e di come spesso possano non essere proprio così
“visibili”, non ha nulla a che vedere con la musica, ma dovrebbe servire per
riuscire a decifrare, a scoprire attorno a noi situazioni simili a quelle
descritte, per capirne i fondamenti e i campi di attuazione! Per essere
consapevoli che lo sconto su di un prodotto è SICURAMENTE più che compensato
dall’incremento di prezzo su altri prodotti! Che un “omaggio” l’abbiamo più che
ripagato al riempimento dei punti della tessera, ecc.
Non dobbiamo di
certo evitare di entrare nei supermercati, o evitare di mangiare le arance se
l’inverno trascorso è stato troppo freddo…Il succo del discorso è che dobbiamo
sapere quello che vogliamo noi, cosa vuole il nostro “Io Consapevole”! E in
quella direzione procedere!
Insomma, aprire un
pochino di più gli occhi non ci fa solo vedere meglio il panorama attorno…ci
permette anche di scegliere con più accuratezza dove andare! Ci fa essere, in
una parola, un po’ più LIBERI! Dobbiamo puntare all’INTELLIGENZA, che è la “capacità
di leggere-dentro” alle cose].

Nessun commento:
Posta un commento