La confusione
che destabilizza il soggetto, nel caso descritto nei post precedenti, è creata dalla carenza di
informazioni sicure. Il bagaglio di conoscenze di un bambino è molto ridotto e
le sue convinzioni, prima di diventare tali, sono soggette al filtro dell’approvazione
dei “saggi” che lo circondano (in particolar modo i genitori, ovviamente). Nel
momento in cui le sue fonti forniscono informazioni incoerenti si trova
spiazzato ed è spinto a cercare delle conferme dall’esterno per qualcosa che
non ha un suo spazio sicuro e definito dentro di lui. Se quello che ha sempre
saputo si rivela “inconsistente”, la prima alternativa sostituibile che gli si
presenterà
(specie nel primo lasso di tempo in cui si trova ancora spiazzato e incredulo) diventerà per lui molto attrattiva, uno scoglio al quale aggrapparsi in acque sconosciute. Magari poi si rivelerà essere solo un grumo di alghe che sprofonda appena sfiorato…ma è un rischio che non viene valutato se non quando ci si trova di nuovo con l’acqua alla gola.
(specie nel primo lasso di tempo in cui si trova ancora spiazzato e incredulo) diventerà per lui molto attrattiva, uno scoglio al quale aggrapparsi in acque sconosciute. Magari poi si rivelerà essere solo un grumo di alghe che sprofonda appena sfiorato…ma è un rischio che non viene valutato se non quando ci si trova di nuovo con l’acqua alla gola.
Si tratta di una storiella, un semplice aneddoto,
certo. Può però rappresentare un esempio concreto di come funziona il
meccanismo dell’indottrinamento, quindi del controllo.
[È interessante
constatare quanto sia molto più concretizzabile l’applicazione di tecniche di
manipolazione in un’epoca storica come quella attuale, sconvolta costantemente
da cambiamenti sociali, tecnologici, ambientali rapidissimi.
Il progressismo
globale porta l’essere umano ad essere molto più avvezzo al cambiamento, molto
più abituato a vedere che le cose attorno a lui mutano. Cambiano le morali, i
costumi, le dinamiche relazionali. Cambiano i bisogni, le emozioni. Cambia il
modo di alimentarsi, di vestirsi, di rapportarsi con la natura, con le “cose” e
con la spiritualità. Cambiano le malattie così come i gusti e le mode.
Siamo perciò anche
più predisposti ad accettare le novità e a mettere in dubbio quanto
vissuto in passato per far spazio a qualcosa di alternativo e sconosciuto. Le
“certezze” si costruiscono molto più rapidamente, e altrettanto velocemente
vengono sgretolate sotto i colpi di nuovi input.
Costruiamo il
castello che governa il regno delle nostre convinzioni con carte da gioco e gomma
da masticare.
Solo 100, 150 anni
fa sarebbe stato molto più difficile convincere un contadino che potesse
esistere qualcosa di alternativo a quello che viveva, uguale a se stesso,
giorno dopo giorno, per tutta la sua vita. Ed era molto più arduo scollarlo da princìpi
dogmatici mai messi in discussione …(come le credenze religiose tramandate da
decine di generazioni precedenti e sempre accettate come “verità assoluta”).
Ora basta che un TG
lanci un servizio sugli U.F.O. perché si sia disposti a valutare l’ipotesi che
esistano gli alieni…!]
Comunque…
Possiamo essere più o meno giovani, bambini,
adulti o anziani, quello che fa la differenza è quanto le informazioni che
abbiamo appreso nella nostra vita possono essere considerate “certe”, quanto
“probabili”, quanto “insicure”. Il grado di certezza non dipende ovviamente
solo dall’età. Ci si può imbattere per tutta la vita in situazioni per noi
nuove e sconosciute tornando in qualche modo ad essere “bambini”, in quel
campo.
Se poi perdiamo (o ci viene fatta perdere) la
lucidità garantita dalla “logica”, dal pensiero razionale (ad esempio quando
siamo sottoposti a stimolazioni ipnotiche), allora anche le convinzioni più
salde possono perdere un po’ della loro stabilità e ci possiamo trasformare nel
tempo in pezzetti di pongo pronti per essere modellati. Quando ci “risvegliamo”
il nostro insieme di credenze è stato riprogrammato e saremo perfino pronti a
giurare di aver visto a bordo strada, andando in ufficio, uno splendido
esemplare di…capriolo con le mutande…?!
[Non vorrei portare
le argomentazioni a scadere nel “catastrofismo apocalittico” …sarebbe un po’
come fare uso del terrorismo psicologico come leva con lo scopo di condannare
il …terrorismo psicologico!
Però, visto
l’obiettivo di essere più liberi, dobbiamo innanzitutto riconoscere le catene
che ci tengono bloccati. Parlo perciò di queste in termini spesso categorici e
fermi, privo della volontà di generalizzare e con lo scopo, prima di tutto, di
aprire gli occhi. Poi ognuno sarà libero di vedere con un po’ di lucidità in
più quello che lo circonda …e comportarsi di conseguenza secondo volontà.]
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