La parabola del capriolo con le mutande
Per alleggerire la discussione, e anche
perché sono sempre convinto (in realtà è un concetto ben provato da adeguati
studi ed esperimenti) che sia molto utile associare ai concetti teorici anche
delle immagini (visive o create con stimoli mentali), riporto qui un aneddoto
realmente accaduto ad una coppia di amici, Sara e Alberto, e al loro
figlioletto di 6 anni Giacomo.
Non molto tempo fa hanno trascorso qualche
giorno di vacanza in montagna, nella zona del Cadore, vicino al Parco Naturale
delle Dolomiti Friulane. È facile immaginare che, per un bambino di 6 anni, la
prospettiva di lunghe e salutari passeggiate tra i boschi non sia allettante
quanto magari un’oretta tra le giostrine di un allegro parco giochi. Sara e
Alberto hanno così pensato di scongiurare il pericolo di pianti e lamentele continue
stimolando la curiosità e le emozioni di Giacomo con il racconto dei
meravigliosi avvistamenti di cui sarebbero stati protagonisti! Mastodontiche mucche,
allegri somarelli e simpatiche marmotte saltellanti! Non hanno però ottenuto
grandi risultati dovendo così ripiegare su qualcosa di più…intrigante! È stato
in quel momento che Giacomo ha saputo che quelle montagne erano popolate dal
famoso, quanto raro, “capriolo con le
mutande”. Una sottospecie unica e divertentissima di caprioli che si
distingue per il fatto che i suoi componenti, non si sa per quali ragioni, siano
soliti indossare niente meno che un paio di comode mutande!
Ora, un bambino di 6 anni è già “grande”
abbastanza da aver formato la convinzione che gli animali che popolano la
natura non hanno abitudini, usi e costumi, simili a quelli umani. Mai infatti
indosserebbero stracci, cappelli, scarpe, borsette…figuriamoci le mutande! Il
primo impatto con la notizia è stato, infatti, condizionato dalle conoscenze
già acquisite nel tempo da Giacomo che si è dimostrato tanto divertito…quanto
scettico.
La cosa però non si è fermata lì.
Alberto ha
pensato bene di strutturare lo scherzo in modo che Giacomo potesse essere
coinvolto in una situazione che sfociasse nella sfera dell’”incredibile”, che tanto
affascina i bambini assetati di nuovi input dalla Vita! Una volta in albergo,
ha istruito di nascosto il cameriere che serviva la cena al loro tavolo pregandolo
di confermare che la specialità della casa era lo squisito “spezzatino di capriolo con le mutande”! Così
ha fatto! A quel punto Giacomo era ancora sostenuto da una lucida
diffidenza…pur con l’imbarazzo creato dall’informazione che questa volta
arrivava da uno sconosciuto che, in teoria, non aveva alcun motivo per
mentirgli, o comunque per prenderlo in giro. Il cerchio si è chiuso una volta
saliti nell’autobus che portava un gruppo di ospiti dell’albergo a un rifugio
vicino. Sara ha scambiato quattro chiacchiere in segreto con i compagni di
viaggio, degli anziani signori che, facile da immaginare, non vedevano l’ora di
rallegrare l’ambiente con le risate frizzanti di un bambino. Tutti hanno
solennemente confermato, sottolineando il concetto con le loro espressioni segnate
da rughe in realtà molto più buffe che serie, che bisognava puntare attentamente
i binocoli in direzione dei boschi per scorgere, se si era fortunati, il
fantastico e caratteristico capriolo con
le mutande! Una meraviglia da raccontare ai nipotini!
Le solide basi che supportavano le certezze
di Giacomo hanno così cominciato a cedere sotto i duri colpi delle informazioni
che, dal mondo di fuori, si dirigevano verso una comune, seppur strana, direzione.
Le fonti erano varie e in linea di massima attendibili. L’incredibile è
diventato dapprima plausibile, e poi addirittura sostenibile!
Come logica conseguenza di quanto vissuto in
quei giorni, non sarà assurdo credere che Giacomo è stato perfino in grado, nel
viaggio di ritorno, di scorgere tra le fronde degli alberi a bordo strada, un
inconfondibile esemplare di “capriolo con
le mutande”! Avvistamento adornato con grida di gioia e scintillio negli
occhioni traboccanti d’orgoglio. Avventura da raccontare con autocompiacimento
ai nonni una volta arrivato a casa, e ai compagni di scuola, tanto increduli
quanto, a poco a poco…contagiati!
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