lunedì 6 marzo 2017

Ipnosi e psicosi - Seconda Parte

 











  Esercizio (presa di coscienza):
  Proviamo a pensare a come ci sentiamo dopo essere stati sottoposti a una serie di immagini brutali, ad esempio a notizie di cronaca nera, uccisioni, attentati, violenze (in particolar modo se compiute nei confronti di soggetti definiti “innocenti” o indifesi). A me capita di essere avvolto da una istantanea tristezza, è palpabile la sensazione di malessere che coinvolge sia la dimensione emotiva che quella fisica (tensione). Percepisco un chiaro disagio e spesso, soprattutto per le questioni che riguardano la politica e la vita sociale, frustrazione e impotenza. Arrivano notizie da tutto il mondo concordi nel dipingere un mondo monocromatico, nero come l’unica cronaca che raccontano. Ci convincono che da soli non saremmo mai in grado di cambiare le cose. “Ben” che vada, se c’è del benessere sbandierato in tv, è riservato a stretto uso e consumo di soggetti che non ci rappresentano assolutamente, con i quali non siamo in grado di immedesimarci e che inconsciamente reputiamo “lontani”, irraggiungibili (super-attori, sportivi di prima categoria, ricchissimi imprenditori ecc.); proveremo quindi invidia e rabbia per l’evidenza di quello che non abbiamo.
  Cerchiamo ora di renderci conto di cos’è cambiato tangibilmente in noi e nell’ambiente reale che ci circonda mentre siamo passati dall’essere sereni all’essere tristi e arrabbiati. Cos’abbiamo fatto o detto perché la nostra condizione subisse una trasformazione così negativa? ...niente! Siamo stati solamente sottoposti a determinati stimoli visivi e uditivi. Nulla di “concreto”, sono “file”, informazioni.
  Sono anche convinto che
nessuno creda alla possibilità che nel mondo accadano unicamente vicende negative. Che la cronaca[1]abbia ad essere solo ed esclusivamente di colore nero, di contenuti macabri o tuttalpiù scandalistici! E allora perché i notiziari, i giornali, l’informazione in genere, sono tutti così attenti e concentrati sulla paura?! Semplice…perché destabilizza l’ascoltatore! Lo rende vulnerabile, confuso, debole…e in questo modo controllabile!
  In condizioni di confusione e paura saremo colpiti favorevolmente molto di più dal primo segnale positivo che si presenterà (una sorta di liberazione, di oasi nel deserto). E quest’ancora di salvezza può per esempio prendere le forme di un’auto nuova che porta così tanta gioia agli attori della pubblicità; una bevanda che fornisce energia e carica nei momenti di debolezza (e ne stiamo vivendo uno proprio in quel momento); un cioccolatino delizioso che (neanche fosse una pozione magica) ci farà distendere, rilassare e godere del piacere più profondo mai sperimentato! Un detergente capace di togliere tutte le macchie dalla nostra vita (ah...se potesse pulire la nostra memoria dalle immagini che ci hanno appena funestati!); un gioiello che porterà chi ne sarà omaggiato a regalarci tanto Amore e felicità (beni che, dopo il servizio del telegiornale, sembrano molto più rari e preziosi di un diamante…); ecc., si potrebbe continuare all’infinito.
  Esercizio (prova del 9): Prendi in mano il primo quotidiano che ti capita a tiro. Osserva la prima pagina e conta il numero delle notizie che ti provocano gioia. Conta anche quelle che ti provocano una qualche forma di malessere o disagio, paura o rabbia. Se le seconde sono in numero nettamente superiori alle prime (come credo), sarà facile capire quanto può essere più efficace, nel suo messaggio, la pubblicità (probabilmente l’unica pubblicazione a colori della pagina) che si trova in basso, che risolleva l’animo dopo che è stato frastornato da tutta la negatività delle notizie lette. Sarai prima disturbato, e poi coccolato. In definitiva si può anche dire “preso in giro”. L’inconscio sarà convinto che “la vita fa schifo”, e che un modo per renderla migliore è acquistare un po’ di gioia con il prodotto che rappresenta “il bene” in un ambiente dominato dal male.
  Si notano molto di più i colori che risaltano in un piccolo dettaglio se si trovano in un grande quadro in bianco e nero.

  Quanto detto per questi esempi riguarda lo stato alterato dalla “paura”. E per quanto riguarda invece l’impatto che ha la “confusione” sulla nostra consapevolezza, basti pensare a quanto spesso i messaggi pubblicitari siano costruiti su delle scene/contesti surreali. Si accostano situazioni, personaggi, messaggi che non hanno una consistenza e una base logica. Una bevanda che permette di “volare”; un’auto che si arrampica sui muri e scala grattaceli (spesso si cela l’autista); un alimento che ci porta in uno stato di estasi mistica; un mostriciattolo che prende a pugni la nostra gola che sarà protetta solo grazie al medicinale pubblicizzato…ecc. Sono tutte situazioni paradossali, non realizzabili secondo quanto conosciamo delle leggi che governano il mondo. Non possiamo e non potremo mai volare come può fare un uccello…il nostro cervello lo sa, l’ha imparato inserendo nelle scatolette della sua memoria le informazioni che confermano questa tesi. 

  Trovandosi di fronte ad un paradosso, a delle immagini che non seguono quanto in lui sedimentato, l’osservatore si trova ad affrontare alcuni attimi (brevissime frazioni di secondo) di “spaesamento”, di dubbio, di confusione. È in questi attimi che il messaggio pubblicitario diventa efficace, facendo entrare un’informazione come risposta a una domanda che il cervello ha lasciato in sospeso, anche solo per un tempo infinitamente piccolo. Si apre una porticina, e lì entra il virus del controllo!]


[1] Definizione da vocabolario: narrazione storica di fatti in successione cronologica. Descrizione dettagliata di un evento. Rubrica di quotidiano che riporta gli avvenimenti più importanti del giorno.


Nessun commento:

Posta un commento