Esercizio (presa di
coscienza):
Proviamo a pensare
a come ci sentiamo dopo essere stati sottoposti a una serie di immagini brutali,
ad esempio a notizie di cronaca nera, uccisioni, attentati, violenze (in
particolar modo se compiute nei confronti di soggetti definiti “innocenti” o
indifesi). A me capita di essere avvolto da una istantanea tristezza, è
palpabile la sensazione di malessere che coinvolge sia la dimensione emotiva
che quella fisica (tensione). Percepisco un chiaro disagio e spesso, soprattutto
per le questioni che riguardano la politica e la vita sociale, frustrazione e
impotenza. Arrivano notizie da tutto il mondo concordi nel dipingere un mondo monocromatico,
nero come l’unica cronaca che raccontano. Ci convincono che da soli non saremmo
mai in grado di cambiare le cose. “Ben” che vada, se c’è del benessere sbandierato
in tv, è riservato a stretto uso e consumo di soggetti che non ci rappresentano
assolutamente, con i quali non siamo in grado di immedesimarci e che
inconsciamente reputiamo “lontani”, irraggiungibili (super-attori, sportivi di
prima categoria, ricchissimi imprenditori ecc.); proveremo quindi invidia e
rabbia per l’evidenza di quello che non abbiamo.
Cerchiamo ora di
renderci conto di cos’è cambiato tangibilmente in noi e nell’ambiente reale che
ci circonda mentre siamo passati dall’essere sereni all’essere tristi e
arrabbiati. Cos’abbiamo fatto o detto perché la nostra condizione subisse una
trasformazione così negativa? ...niente! Siamo stati solamente sottoposti a
determinati stimoli visivi e uditivi. Nulla di “concreto”, sono “file”,
informazioni.
Sono anche convinto
che
nessuno creda alla possibilità che nel mondo accadano unicamente vicende
negative. Che la cronaca[1]abbia ad essere solo ed
esclusivamente di colore nero, di contenuti macabri o tuttalpiù scandalistici! E
allora perché i notiziari, i giornali, l’informazione in genere, sono tutti
così attenti e concentrati sulla paura?! Semplice…perché destabilizza
l’ascoltatore! Lo rende vulnerabile, confuso, debole…e in questo modo
controllabile!
In condizioni di
confusione e paura saremo colpiti favorevolmente molto di più dal primo segnale
positivo che si presenterà (una sorta di liberazione, di oasi nel deserto). E
quest’ancora di salvezza può per esempio prendere le forme di un’auto nuova che
porta così tanta gioia agli attori della pubblicità; una bevanda che fornisce
energia e carica nei momenti di debolezza (e ne stiamo vivendo uno proprio in
quel momento); un cioccolatino delizioso che (neanche fosse una pozione magica)
ci farà distendere, rilassare e godere del piacere più profondo mai
sperimentato! Un detergente capace di togliere tutte le macchie dalla nostra
vita (ah...se potesse pulire la nostra memoria dalle immagini che ci hanno
appena funestati!); un gioiello che porterà chi ne sarà omaggiato a regalarci
tanto Amore e felicità (beni che, dopo il servizio del telegiornale, sembrano
molto più rari e preziosi di un diamante…); ecc., si potrebbe continuare
all’infinito.
Esercizio (prova
del 9): Prendi in mano il primo quotidiano che ti capita a tiro. Osserva la
prima pagina e conta il numero delle notizie che ti provocano gioia. Conta
anche quelle che ti provocano una qualche forma di malessere o disagio, paura o
rabbia. Se le seconde sono in numero nettamente superiori alle prime (come
credo), sarà facile capire quanto può essere più efficace, nel suo messaggio,
la pubblicità (probabilmente l’unica pubblicazione a colori della pagina) che si
trova in basso, che risolleva l’animo dopo che è stato frastornato da tutta la
negatività delle notizie lette. Sarai prima disturbato, e poi coccolato. In
definitiva si può anche dire “preso in giro”. L’inconscio sarà convinto che “la
vita fa schifo”, e che un modo per renderla migliore è acquistare un po’ di
gioia con il prodotto che rappresenta “il bene” in un ambiente dominato dal
male.
Si notano molto di
più i colori che risaltano in un piccolo dettaglio se si trovano in un grande
quadro in bianco e nero.
Quanto detto per questi esempi riguarda lo
stato alterato dalla “paura”. E per quanto riguarda invece l’impatto che ha la
“confusione” sulla nostra consapevolezza, basti pensare a quanto spesso i
messaggi pubblicitari siano costruiti su delle scene/contesti surreali. Si
accostano situazioni, personaggi, messaggi che non hanno una consistenza e una
base logica. Una bevanda che permette di “volare”; un’auto che si arrampica sui
muri e scala grattaceli (spesso si cela l’autista); un alimento che ci porta in
uno stato di estasi mistica; un mostriciattolo che prende a pugni la nostra
gola che sarà protetta solo grazie al medicinale pubblicizzato…ecc. Sono tutte
situazioni paradossali, non realizzabili secondo quanto conosciamo delle leggi
che governano il mondo. Non possiamo e non potremo mai volare come può fare un
uccello…il nostro cervello lo sa, l’ha imparato inserendo nelle scatolette
della sua memoria le informazioni che confermano questa tesi.
[1]
Definizione da vocabolario: narrazione storica di fatti in successione
cronologica. Descrizione dettagliata di un evento. Rubrica di quotidiano che
riporta gli avvenimenti più importanti del giorno.
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