lunedì 16 novembre 2015

Visualizzo…ergo sum! – Terza Parte





  Oggi, a distanza di un bel po’ tempo da quella “prima volta”, mi trovo a sfruttare questo paradigma nelle situazioni più disparate e varie! Aiuto le mie dimensioni (fisica, mentale e spirituale) a trovare, o ritrovare, l’equilibrio ogniqualvolta ne sento il bisogno.
  Si tratta, in tutta sostanza, di una pratica che contiene in sé alcuni principi e tecniche di PNL, autoipnosi, meditazione, se vogliamo anche la “legge di attrazione”…con un risvolto pratico immediato e risultati sorprendenti! Applicata nell’immediato, per correggere le piccole disarmonie di ogni giorni, può risultare davvero utile! Anche perché spesso non ci rendiamo conto che la nostra Vita non ha bisogno di essere radicalmente stravolta per essere migliorata!

  Sintesi e schematizzazione del “paradigma del fenicottero”:

Ø RESPIRO PROFONDO: concentrando la nostra mente e il nostro corpo in una respirazione regolare e profonda (solitamente si ritengono sufficienti anche già 3 cicli – inspirazione, apnea ed espirazione) vengono scremati ed allontanati i pensieri disturbanti e ci si centra sull’Io. Si svuotano inoltre i polmoni dall’aria residuale[1] ossigenando, purificando e riequilibrando l’organismo.
Ø DIALOGO INTERIORE: E’ fondamentale, quando ci prefiggiamo un obiettivo, avere chiaro di cosa si tratta. E non c’è modo migliore di fissare il concetto che…dircelo! Il dialogo interiore è il modo migliore per convincere l’io conscio e l’io inconscio e per allinearli con uno scopo condiviso. Non è banale e non è scontato! Comunica a te stesso cosa vuoi realizzare!
Ø VISUALIZZAZIONE: Allineati, ossigenati, equilibrati e convinti…ora è il momento di CREARE! Hai la creta più duttile e morbida tra le mani e devi realizzare l’opera. La visualizzazione chiara dell’obiettivo che hai stabilito ti avvicina alla meta come un treno in corsa! Immagina, ascolta mentalmente, guarda, tocca. Prova le sensazioni che senti che otterrai una volta raggiunto l’obiettivo!

  [Ci si può davvero sbizzarrire in lungo e in largo trovando ambiti e situazioni in cui applicare un esercizio di questo tipo con ottimi risultati!
  Ricercando ad esempio:
·        fermezza in occasione di un colloquio di lavoro;
·        tranquillità e sicurezza per un’esposizione di fronte ad un pubblico o una platea;
·        convinzione e lucidità in una contrattazione economica;
·        risolutezza ed equilibrio di fronte a una scelta importante (dai casi più leggeri come può essere la decisione di alzarsi mezz’ora prima del solito al mattino per fare un po’ di sana meditazione, fino ad obiettivi decisamente più ragguardevoli come impegnarsi a seguire un’alimentazione sana o abbandonare una dipendenza dannosa).


  La cosa sorprendente poi è il fatto che
, dopo un po’ di tempo e di allenamento, la formula funziona anche senza eseguire tutti i passaggi con particolare concentrazione ed impegno. Basta riportare a galla il concetto di “equilibrio” con un’affermazione o un pensiero e l’effetto benefico sarà immediato! È incredibilmente utile puntare all’equilibrio anche solo camminando. Riporto a galla l’“equilibrio” pensando anche solo al termine in sé e la camminata prende un andamento più fluido, disinvolto e lineare, senza le disarmonie che a volte le tensioni, fisiche o emotive, possono causare.
  Suggerimento: prima di giudicare se la tecnica vi piace o meno, se la trovate attendibile e plausibile…provatela! Non costa assolutamente nulla, o al massimo giusto un pochino di impegno iniziale, ma davvero poca cosa in confronto a quanto di buono può regalare!]

  Cosa pensate che stia facendo un fenicottero retto su di una sola zampa? …ovviamente sta ripetendo dentro di sé “equilibrio …equilibrio …equilibrio!”… 


Equilibrio…equilibrio…equilibrio!


  [Mi è particolarmente simpatica l’immagine dei fenicotteri anche perché, rimanendo in ambito musicale, trovo che somiglino alla chiave di violino!]



 






 


La Vita non ha bisogno di essere stravolta
per essere migliorata!


  Servono ancora alcune informazioni di carattere generale. Serve capire meglio come “funzioniamo”, noi e il mondo. Poi vedremo come si inserisce in tutto questo La Vita Canta. Come possiamo sfruttarla per incastrare delle rotelline nel meccanismo così da farlo funzionare alla grande e, soprattutto, come noi vogliamo che sia!




[1] Quantitativo di aria che, con la respirazione “normale” (“involontaria” - gestita dal sistema nervoso secondario), rimane all’interno dei polmoni e che può essere immessa nel ciclo dell’ossigenazione solamente con una forzatura della respirazione. E’ aria “sporca” che mantiene la memoria dei nostri blocchi emotivi.





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