lunedì 21 settembre 2015

La mente è un Juke-Box!



 


   Non so se succeda a tutti o se sia una personale “deformazione psichica”, magari perché mi trascino un karma particolarmente affezionato da una vita passata durante la quale devo essere stato qualcosa di molto simile a…un juke box! 

  Ma…
  …in quasi tutti i momenti del giorno c’è una canzone che accompagna i miei pensieri. Canticchio quelle che passano al mattino quando si attiva la radiosveglia, e l’ultima risuona in “repeat” finché non viene sostituita da quella che trasmettono al bar mentre faccio colazione. Poi il testimone passa al pezzo sparato dall’autoradio, a volte domina il suo volume, a volte quello della mia voce! Perfino i motivetti registrati nei tempi di attesa delle telefonate in ufficio mi fanno canticchiare mentalmente fin quando qualcuno si fa vivo alla cornetta (e a volte poi anche mentre questo mi parla…“du du du…na na na…”)! 

  Lo stereo mentre mi rilasso…un film e la sua colonna sonora…la chitarra e il piano che reclamano le dita. Il lettore portatile mentre faccio le pulizie di casa e anche l’impianto del vicino quando vuole far ascoltare a tutto il condominio la sua preferita! 

  Una citazione particolare la merita la musica in diffusione nei centri commerciali…si alternano le canzoni dei corridoi con quelle dei vari negozi con le porte automatiche che fanno da DJ in un mixaggio spesso divertente! 

  A volte mi capita di canticchiare senza sapere perché ho in testa proprio quella canzone…può essere semplicemente l’ultima che ho sentito vibrare nell’aria, quella che per qualche motivo mi è entrata dentro di più nell’arco della giornata o quella che fischiettava uno sconosciuto che ho incrociato chissà quando, chissà dove, senza nemmeno rendermene conto.

  E succede la stessa cosa per la notte e per i sogni. Anche loro sono accompagnati da una colonna sonora. Canto (mentalmente) anche mentre dormo e sogno!


  Fin qui sembra un articolo che parla di una qualche forma di “self-stalking”, di una mania, o di una strana psicosi. Ma non è niente di tutto ciò, questa è la Musica! Accompagna tutti i momenti della nostra Vita. La Vita stessa è Musica! E queste dinamiche sono sicuro che appartengono un po’ a tutti!

  [Vero?!  Capita anche a te?]


 

  Spesso non ce ne rendiamo conto, ma basta fare un po’ di attenzione e

giovedì 17 settembre 2015

La Vita Canta...e balla! - Seconda Parte





SIAMO PARTE DI UN
MECCANISMO PERFETTO
CHE TENDE AL MOVIMENTO!


  A questo proposito inserisco ora una considerazione che mi sento di condividere con particolare enfasi! Conseguenza diretta del fatto che siamo creature che trovano la loro perfezione nel movimento, è il fatto che, quando ci troviamo in circostanze “bloccanti”, la nostra perfezione viene progressivamente meno. Se ci sono dei blocchi emotivi o fisici nella nostra Vita, probabilmente abbiamo proprio bisogno di puntare di più verso il movimento! Reagire ad esempio ad una malattia con l’immobilismo è il modo più lento per guarire… Si possono presentare sicuramente situazioni in cui ci è chiesto di rallentare, forse perché stiamo correndo troppo in fretta, senza equilibrio, ma non sarà mai chiesto all’uomo di fermarsi…se non alla fine del percorso in questa dimensione.
  [È sperimentato il fatto che una passeggiata in mezzo alla natura è uno dei più efficaci metodi di guarigione. Anche nel caso di patologie gravi quali fratture o tumori. Camminando nella natura si crea un bilanciamento armonico delle frequenze di vibrazione del nostro corpo con le vibrazioni della terra, degli alberi, dell’ambiente naturale e si ritrova un equilibrio che, ancora una volta, tende alla perfezione…passando quindi attraverso la guarigione! Nei capitoli che seguono questo concetto verrà ripreso e approfondito.
  Purtroppo, per il livello di involuzione che ha raggiunto la specie umana, al momento risulta abbastanza difficile trovare un medico che prescriva, come cura per i nostri mali, mezz’ora di camminata all’aria aperta al giorno…]

  Considerazione numero 2: se ci si riflette, è facile constatare che quando soddisfiamo uno dei bisogni fisiologici primari otteniamo in cambio un immediato piacere! Con il respiro è difficile da quantificare…ma diventa più semplice se si prova a trattenere il fiato per qualche secondo per poi riprendere aria apprezzando quanto sia “gustoso” ogni respiro! Un bicchiere d’acqua quando si ha sete o del cibo quando si ha fame. Un buon riposo quando si è stanchi. Il quinto punto, la riproduzione, non ha bisogno di approfondimenti quanto al piacere che ne è connesso…
  Infondo i classici “piaceri della vita” cos’altro sono se non quelli legati al soddisfacimento dei nostri bisogni fisiologici primari?
  [Conseguenza della considerazione numero 2 è la necessità di definire “idiota” colui che ha formulato l’innaturale assunto secondo il quale deve essere perseguito prima il dovere e poi il piacere. La natura ci dice che non è così!]

  Possiamo quindi concludere che siamo spinti al movimento attraverso un meccanismo perfetto che ci regala piacere! 
  [Interessante… No?!]

  La vita canta…e ci chiede di ballare!


La Vita è vibrazione,
è melodia, è Musica,
è movimento!
La Vita Canta…
…e ci fa ballare!


lunedì 14 settembre 2015

La Vita Canta...e balla! - Prima Parte





La Vita è vibrazione, è movimento!

  Ogni nostro giorno, ogni esperienza, ogni istante è il frutto, e al tempo stesso il seme, di un movimento. E lo possiamo desumere dalle indagini scientifiche più approfondite quanto dalla più “superficiale” osservazione dei nostri bisogni fisiologici primari.


La Vita è vibrazione, è movimento!


  Lo spazio, visibile e invisibile che sia ai nostri occhi, è intriso di particelle che vibrano! L’elemento più piccolo misurato in natura e lo stesso universo (lo spazio infinito, come “buona approssimazione” del Tutto) sono in continuo movimento!
  Ad un livello scientifico, non eccessivamente stressato da tecnicismi, sono significative le scoperte dell’ultimo secolo che hanno portato ad identificare nella materia (ma più che di materia è meglio parlare di “particelle elementari”) la duale natura corpuscolare e ondulatoria. La meccanica quantistica ha infatti permesso di superare la distinzione tra particelle e onde dimostrando il loro coesistere con il principio di complementarità. A noi qui ora serve sapere che la materia, a partire dalle particelle elementari di cui è costituita, possiede quindi una natura ondulatoria, è in movimento.
  L’intero universo è parte di un moto perpetuo. La rotazione della terra attorno al suo asse; la rivoluzione attorno al sole e, con una visione più ampia, i moti millenari e i moti galattici[1] che partecipano all’espansione dell’universo.
  Un ballo di gruppo senza fine (e che gruppo…)!


Ogni cosa, armonicamente ordinata alla Perfezione,
spinge al movimento e dal movimento è spinta,
 ne trae e ne sgorga Vita! 


  Analizzando poi un livello più intimo del vivere, più vicino e visibile (anche senza microscopi o telescopi…), notiamo come il respiro, la ricerca di acqua e cibo, di un riparo sicuro dove riposare e di un compagno col quale creare nuova Vita, ogni cosa, armonicamente ordinata alla Perfezione, spinge al movimento e dal movimento è spinta, ne trae e ne sgorga Vita!


giovedì 10 settembre 2015

La Vita Canta – Seconda Parte





E ora andiamo a tutto gas!

  …E se potessimo utilizzare queste enormi potenzialità a nostro vantaggio? Non sarebbe grandioso?!
  Mettere la canzone giusta al mattino per indirizzare la giornata al meglio?!…certamente!…probabilmente questo già molti lo fanno… Ma anche mettere quella più adatta per affrontare un colloquio di lavoro o un appuntamento romantico con mente e corpo allineati al successo? Quella per farci dormire la notte rilassati come dopo un’ora di meditazione? La canzone per sgretolare dei blocchi emotivi reconditi e magari anche quella per guarire da una malattia?! Quella per far emergere i nostri talenti e quella che ci può far diventare ricchi?!
  Può sembrare fantascienza, me ne rendo conto. In realtà è tutto possibile! La musica ti può cambiare l’umore in questo istante, può cambiarti anche la giornata! …e può cambiare la tua Vita!
 

La Musica può cambiarti la Vita!


  [Ci tengo a precisare che non penso che “tutto il mondo sia da cambiare”, che vada tutto storto e che ci sia assolutamente bisogno di seminari, libri o canzoni per riportare l’umanità sulla “retta via” altrimenti succederanno le peggiori catastrofi!
  Quando parlo di “cambiare la propria Vita”, mi riferisco anche solo a riuscire a portare una giornata iniziata male sui binari della Gioia! O riconoscere il valore di alcune sensazioni che, per mille motivi, ci troviamo a trascurare per colpa di distrazioni o inganni dai quali ci si può sicuramente liberare!
  E poi è vero comunque che, una volta che siamo partiti, il raggio d’azione di questi cambiamenti può avere una portata incredibilmente ampia e conseguenze magnifiche sulla nostra esistenza! Sta a noi!]

  Non vado troppo in profondità perché i dettagli di questi come di molti altri temi saranno discussi e chiariti nei capitoli che seguono. Ma credo sia giusto in questo momento giustificare almeno un po’ la teoria appena sbandierata e, per far questo, disegno un piccolo identikit di LVC sintetizzato in 3 punti fondamentali.
    
  Con LVC che avremo modo di:
1.      Capire che I NOSTRI PENSIERI DETERMINANO CIO’ CHE ACCADE NELLA NOSTRA VITA. Non sarà mai ribadito abbastanza il fatto che la realtà che ci circonda altro non è se non una rappresentazione di quello che creiamo dentro di noi, con pensieri ed emozioni.
Se non avete ancora abbastanza fiducia in me vi posso riportare il concetto con una citazione più qualificata: “Tutto quello che siamo è il risultato di ciò che abbiamo pensato.” Buddha.

2.      Scoprire che anche IL SUONO (che per l’uomo è – semplicisticamente - la traduzione, per mezzo dei timpani, delle vibrazioni di particelle in movimento) AGISCE IN MODO DIRETTO SUI NOSTRI PENSIERI e addirittura, come abbiamo già intuito, sulle cellule del nostro corpo (il quale, a livello biologico, è esso stesso un insieme di particelle in movimento).
  [Forse vien più facile capire questa interazione immaginando il suono come se fosse una folata di vento e la materia come se fosse un laghetto.]

3.      Vedere come sia possibile influire consapevolmente sulla formazione e gestione dei pensieri. POSSIAMO cioè ESSERE I CREATORI DELLA REALTA’ CHE NOI STESSI VOGLIAMO! E LA MUSICA E’ LA NOSTRA BACCHETTA MAGICA!

  [Esercizio (consiglio): Rileggi i 3 punti dell’identikit. Fallo, è importante! La prima lettura, infatti, è servita per svelare qualcosa di nuovo. Mentre la ri-lettura porta i concetti ad essere assimilati ad un livello più profondo. E ciò avviene anche perché è momentaneamente attenuata la sete di nuove informazioni (che spesso distrae) e risparmiata l’energia che impiega il cervello per immagazzinare nei cassetti della memoria i nuovi “input” (immagina un fattorino che corre all’interno di un grande deposito con dei pacchetti da sistemare in pochissimo tempo in quello e in quell’altro scaffale, e deve in più anche ricordare cosa contengono quei pacchetti…).
  Se ci prendiamo del tempo per rileggere gli stessi concetti, possiamo dedicare più attenzione al significato di quello che è riportato in modo che entri in noi non solo “meccanicamente”, ma anche più in profondità nello spirito.
  Rileggi le parti in maiuscolo dei 3 punti dell’identikit ogni volta che riprendi in mano il libro prima di continuare da dove ti eri fermato…
- I NOSTRI PENSIERI DETERMINANO CIO’ CHE ACCADE NELLA NOSTRA VITA!
- IL SUONO AGISCE IN MODO DIRETTO SUI NOSTRI PENSIERI!
- POSSIAMO ESSERE I CREATORI DELLA REALTA’ CHE NOI STESSI VOGLIAMO!!! E LA MUSICA E’ LA NOSTRA BACCHETTA MAGICA!
…molto meglio se a voce alta…!] 


  Il “cosa” compone questo lavoro comincia a prendere così forma. E si tratta, come si può notare, di tematiche per certi versi sconvolgenti che possono portarci a progredire, a crescere fino anche ad essere noi stessi i costruttori consapevoli della nostra Vita!


  Parliamo ora del “come”…
  …come è stato messo insieme il tutto e come questo lavoro agisce a più livelli con metodi e tecniche che lo rendono efficace ed estremamente utile!
  Per far questo, inizio ricollegandomi al validissimo concetto del “cono dell’apprendimento”. Si tratta di uno schema che rappresenta il risultato di studi incentrati sulla capacità di memorizzare ed apprendere le informazioni che arrivano dall’esterno al nostro cervello. Attraverso alcuni esperimenti mirati è stato dimostrato “con i numeri” ciò che in realtà è anche molto semplice da intuire. Il nostro cervello tende a ricordare nel tempo tante più informazioni quanto più ATTIVO ed intenso è stato il COINVOLGIMENTO nel recepire i dati.
  Per quantificare questi concetti si possono confrontare i risultati ottenuti misurando ciò che riusciamo a ricordare dopo un tempo di 2 settimane.
  Risulta che mediamente ricordiamo:
·         il 10% di quello che abbiamo LETTO (ad es. leggere un testo);
·         il 20% di quello che abbiamo UDITO (ad es. ascoltare delle parole);
·         il 30% di quello che abbiamo VISTO (ad es. guardare una foto);
·         il 50% di ciò che abbiamo contemporaneamente UDITO e VISTO (ad es. guardare un filmato o un’esposizione/dimostrazione).
  Il nostro approccio in questi primi 4 casi descritti si definisce PASSIVO. Il coinvolgimento è limitato a stimoli  verbali e visivi.
  Entriamo invece ATTIVAMENTE nel processo di memorizzazione e apprendimento grazie alla partecipazione e con un impatto diretto nelle circostanze e situazioni che generano le informazioni. In questi casi si può arrivare a memorizzare:
·         il 70% di quello che DICIAMO (ad es. partecipare ad una discussione);
·         il 90% di ciò che contemporaneamente DICIAMO e FACCIAMO (ad es. vivere in prima persona l’esperienza reale).
  Il FARE, o già anche SIMULARE, un’esperienza permette di immagazzinare informazioni che rimarranno fissate nella memoria molto a lungo e con più precisione! Si arriva fino al 90% dei dati ricordati dopo 2 settimane[1]!
  [Esercizio (esperimento): Se siete impegnati in un percorso di studio, o se conoscete qualche studente da utilizzare come cavia, provate a fare qualche esperimento secondo quanto appena imparato.
  Ad. es. Vostro figlio sta studiando le guerre puniche? Mettetegli in mano il manico di una scopa e una pentola rovesciata in testa…se si sentirà un soldato e ripeterà le frasi del libro di scuola come se stesse vivendo in prima persona le vicende, come se fosse parte attiva di quello che sta studiando…l’8 nel compito in classe è assicurato! …l’esempio è volutamente giocoso…ma spero che renda bene l’idea di come funziona l’apprendimento!
  Un esempio da studiare, invece che applicare, lo possiamo trovare nelle pubblicità in tv. Sono ormai frequenti le pubblicità “a puntate”, quelle che raccontano una storia che dura nel tempo. Queste hanno, tra le altre cose, anche la funzione di creare ricordi nell’osservatore che, oltre a guardare passivamente i 30 secondi di immagini, attiverà la memoria portando a galla le puntate passate e stimolando la curiosità per quelle future. Il cervello sarà quindi attivamente impegnato, ricorderà e “apprenderà” di più e più in fretta. Lo stesso discorso vale per le pubblicità lunghe che, dopo un certo periodo, vengono mandate in onda in un formato ridotto di pochi secondi. Anche in questo caso saremo coinvolti direttamente ricostruendo, con i ricordi immagazzinati, l’intero messaggio pubblicitario. Più siamo attivi e coinvolti più memorizziamo…che lo vogliamo…o no!
p.s. I messaggi pubblicitari, specie in televisione, sono esempi decisamente interessanti di metodi di comunicazione efficaci…oltre a quanto ci si potrebbe aspettare a prima vista.]

  Coerentemente con tutto ciò, in questa “opera” (come mi piace definire “La Vita Canta”) trovano spazio:
1.      Innanzitutto stimoli sia VISIVI (lettura del libro e dei testi delle canzoni) che UDITIVI (ascolto dei brani, cantati e strumentali).

  [A questo proposito è doveroso sottolineare che tanto i testi (del libro e in particolar modo delle canzoni), quanto le musiche, sono stati realizzati seguendo dei principi, schemi e tecniche che sono il frutto di accurati studi in ambito di comunicazione; di Programmazione Neuro-Linguistica (PNL, sarà oggetto di discussione nei capitoli a seguire); di autoipnosi (anche di questo si parlerà più avanti), di musicoterapia e di altre discipline e teorie di ambito psicologico (ad es. analisi transazionale; logosintesi; pensiero positivo; ecc…) e scientifico (ad es. cimatica – studio della morfogenetica associata alle onde sonore; teoria dei frattali; teoria della proporzione aurea; fisica dei quanti ecc…)].

2.      In più, oltre a tutto ciò (e anche grazie a tutto ciò), vi è la spinta verso l’applicazione pratica e attiva a livello esperienziale di quanto viene raccontato a parole e musica. Si invita e si accompagna il lettore/ascoltatore verso il DIRE e il FARE! Verso cioè il massimo grado di coinvolgimento e partecipazione!
 
  Faremo tutto questo, lo faremo assieme, e lo faremo a ritmo di musica!

[Per questo motivo sono proposti di tanto in tanto alcuni semplici esercizi pratici, meditazioni, riflessioni e simulazioni. Si trovano nei testi in corsivo racchiusi dalle parentesi quadre, come questo. E gli stessi spazi saranno dedicati anche a pensieri e comunicazioni di carattere “colloquiale”, informale e un po’ più diretto, senza i filtri tecnici della saggistica.
  Alcuni concetti cardine, attorno ai quali ruota l’anima del progetto, riassunti e presentati con la forma tipica dell’aforisma, sono graficamente isolati e messi in evidenza all’interno di una cornice perché emergano come punte di iceberg nel mare. Sarà molto utile, di tanto in tanto, sfogliare il libro rileggendo queste parti attivando meccanismi mnemonici che riporteranno a galla l’intero contenuto del libro.
  Sono inoltre state inserite delle vignette con la funzione di far percepire al cervello le informazioni con sembianze  “multidimensionali” e in movimento (li hai già incontrati ed è giusto che ti presenti i due compagni di viaggio, Dodo e Mimì, due note musicali che ogni tanto fuggono dal pentagramma per darci una mano…).
 
  Ci tengo anche a precisare che alcune tecniche utilizzate per la realizzazione di LVC non saranno spiegate o comunque rivelate apertamente. Questo perché la loro efficacia è legata anche alle loro implicazioni a livello inconscio, inconsapevole, e non avrebbe quindi senso renderle esplicite. Si può dire che “lavoreranno” in silenzio a beneficio del lettore/ascoltatore. Dove è stato invece possibile, come ad esempio ho fatto poco fa parlando della funzione delle vignette, degli aforismi, e del cono dell’apprendimento, ho voluto “smascherare” le tecniche realizzative per creare fiducia, per stimolare verso l’applicazione pratica, attiva e consapevole e anche per fare in modo che il lettore, informato, possa decidere lui stesso in cosa credere!

  Alle canzoni che accompagnano questo manuale se ne aggiungeranno nel tempo delle altre, con testi e pubblicazioni, che seguiranno la stessa logica realizzativa. L’obiettivo è quello di creare una colonna sonora che aiuti ad affrontare bene ogni momento, esperienza e situazione che si presenta.
  E una delle caratteristiche più interessanti e innovative di “La Vita Canta”, forse anche la più motivante, è rappresentata dal fatto che, perché tutto funzioni, basta solo ascoltare della musica!]
 
 
  La Vita Canta sarà quindi una specie di “home theatre” che riproduce la colonna sonora per un film il cui protagonista sei tu, il tuo viaggio, il tuo cammino!
  E comunque, senza altre metafore o aforismi, è fondamentale concludere questa parte introduttiva precisando che l’elemento essenziale per la formula è la tua decisione di metterti in gioco e di trasportare nella tua quotidianità quanto di buono senti che ti possono trasmettere questo libro e queste canzoni!


La Musica è la nostra bacchetta magica!



[1] …se l’avessi saputo ai tempi del liceo, o almeno all’università!


lunedì 7 settembre 2015

La Vita Canta – Prima Parte






  Detto questo, che cos’è “La Vita Canta” (o, più brevemente, “LVC”)?!

  Il progetto ha l’impegnativo, quanto stimolante, compito di divulgare e condividere concetti, conoscenza e informazioni che ho raccolto negli anni da numerose fonti, lontane e varie (maestri più o meno mimetizzati nell’ambiente attorno a me) e negli anni elaborate, metabolizzate e soprattutto vissute! Un mare di nozioni le cui acque sono salate di Consapevolezza.
  Il filo conduttore è la Musica, quale espressione Viva e tangibile delle vibrazioni dell’Universo. Ritratto sonoro dell’energia che ci circonda e che ci costituisce.
  Il “tutto-è-uno” vibra in un ondeggiare melodico! 

...la Vita in due parole?! Armonia Divina!

  La Vita è vibrazione e le vibrazioni sono Musica! Da qui trae ispirazione il disegno che voglio tracciare!


Il “tutto-è-uno” che vibra
in un ondeggiare melodico
è Armonia Divina!


  Passando ad un approccio più pratico, dopo essermi lasciato andare ad una pioggia di aforismi, penso che per far capire al volo le basi sulle quali si fonda “La Vita Canta” si possa partire lanciando nell’aria questa domanda, come una nota che, suonata in una grande sala vuota, riempie lo spazio e lo rende vivo: 

“Che canzone hai in testa in questo momento?!”

  In questo caso, come spesso accade nei percorsi di crescita personale, non è importante tanto la risposta, quanto la domanda stessa.
 
  Accendiamo il motore e ingraniamo la prima…
  C’è una canzone che gironzola tra i tuoi pensieri?
[Prenditi qualche istante per pensarci. Cerca di lasciare che i pensieri affollati nella tua testa si calmino dolcemente. Non è indispensabile che spariscano (ci vuole qualche anno di pratica meditativa per farlo con una certa rapidità…) ma basta che si adagino come sassolini sul fondo di un acquario.
  Esercizio (meditazione):
  Siediti comodo, possibilmente senza incrociare gambe o braccia…
  Chiudi gli occhi e fai 3 respiri profondi cercando di rilassare tutti i muscoli del tuo corpo…lasciati avvolgere come da un’onda leggera e tiepida che, ad ogni inspirazione, ti copre di serenità e pace. Ad ogni espirazione, si ritira portando con sé tutte le tensioni e i pensieri che ti disturbano.
  A questo punto immagina che la tua testa sia un acquario…raffigura i tuoi pensieri come dei sassolini colorati che vagano sparsi dappertutto, come se la bolla fosse stata agitata…
  Ora, respirando profondamente, pian piano senti e vedi che i sassolini scendono fino a rimanere immobili sul fondo…
  Ad ogni respiro (almeno 3) vanno sempre più giù fino a fermarsi lasciando l’acqua (la mente) quasi immobile, chiara, limpida…ci puoi vedere attraverso come se fosse un vetro!
  Fatto questo pensa alla prima canzone che ti viene in mente. Cerca di percepirla dentro di te. Va benissimo anche solo una melodia in lontananza…il classico “du du du…na na na…”…
  E con questo motivetto in testa fai un altro bel respiro profondo e lentamente riapri gli occhi…]


Che canzone hai in testa in questo momento?!


  Partiti! Proviamo ora ad accelerare e a goderci il rombo del motore!
 
  Seconda marcia…
  E’ illuminante rendersi conto che in molti momenti della nostra giornata ci sono canzoni, ritornelli o anche semplici “du du du…na na na…” che creano una sorta di colonna sonora dentro di noi!
  La mente, lo sappiamo bene, è costantemente impegnata da un certo numero di pensieri ai quali diamo più o meno carica. Questi rimangono “attivi”, in fase di elaborazione oppure in una sorta di inerte stand-by, ma comunque vivi. Quasi sempre uno di questi spazi è occupato da una canzone, una melodia!

  Terza marcia…
  Proseguiamo passando ora ad un livello emozionale. Pensiamo alle specifiche sensazioni che ci vengono trasmesse dalla musica, e cerchiamo di identificare quali reazioni ci provoca una canzone invece che un’altra o anche un particolare genere musicale.
  Pensiamo a come può punzecchiare l’intelletto un’opera classica; come ci può aprire il cuore una romantica ballata o come può aizzare i nostri spiriti ribelli un ruvido pezzo di protesta. Come può farci pulsare le membra una sinuosa samba brasiliana, farci viaggiare nello spazio il lamento rauco di una tromba jazz o come può mandare in circolo l’adrenalina l’ululato eccitato di un assolo di chitarra elettrica!
  Già solo con questo grado di consapevolezza sono facili da intuire la portata e la potenza della musica! Quanto spazio e quanta forza può avere un messaggio comunicato con vibrazioni e parole attraverso una canzone! E quanto può influire tutto questo su ciò che facciamo e su ciò che siamo!

  Quarta marcia…
  La scienza[1] ha dimostrato in tempi moderni che le vibrazioni delle particelle nello spazio, quindi anche le onde sonore, hanno un effetto morfogenetico sulla materia[2]. Modificano cioè la forma e la struttura della materia nel mondo fisico! Questo, per arrivare al sodo in tempi brevi (i dettagli arriveranno in seguito…), sta a significare che non solo una canzone ci può cambiare l’umore…ma può modificare fisicamente la nostra struttura molecolare (da qui le molto note applicazioni in ambito di musicoterapia)!!



[1] Non mi riferisco solamente alla comunità scientifica internazionale convenzionalmente intesa (che mantiene purtroppo un certo grado di sudditanza nei confronti degli esponenti del potere politico ed economico mondiale), ma all’insieme delle scoperte scientifiche empiricamente dimostrate e in qualche modo, più o meo ufficiale, divulgate.
[2] In realtà la storia è da sempre cosparsa di momenti e di personaggi che hanno segnato passi importanti per quanto riguarda gli studi sul suono e sulle vibrazioni.
Pitagora, ad esempio, sosteneva che "la geometria delle forme è musica solidificata”.
Galileo concepì studi poi elaborati e perfezionati tra gli altri dal musicista e fisico tedesco Ernst Chladni sulle “linee nodali del modo di vibrazione” (vedi “figure di Chladni” che mettono in stretta relazione il suono e la materia). Solo per citare i nomi più noti. Purtroppo però si trattava di argomentazioni fatte rientrare, all’epoca, più che altro nella sfera filosofica del sapere, senza quindi trovare l’appoggio della scienza ufficiale. In tempi più recenti si sono distinti, tra gli altri, gli studi di Hans Jenny (a lui si deve il termine “cimatica”) e gli esperimenti sulla “memoria dell’acqua” di Masaru Emoto.