sabato 28 novembre 2015

Scibile… o impossibile! – Seconda Parte




  Sbilanciando la questione dell’“addestramento mentale” su dei binari un pochino più “provocatori”, riporto di seguito una considerazione a cui sono giunto qualche anno fa circa l’esistenza di Babbo Natale…! 

  [Evito appositamente di filtrare e riadattare l’articolo, particolarmente “spigoloso e fin troppo estremizzato”, perché sono convinto che il tipo di linguaggio che ho utilizzato all’epoca per esprimere il concetto che avevo in testa sia più diretto ed efficace. E’ inoltre l’approccio di chi sta cominciando a rendersi conto di come funzionano le cose, con tutto lo stupore e anche, perché no, la “rabbia”, che certe scoperte possono causare…
  Faccio questo perché credo che le mie sensazioni di allora possano somigliare a quelle di chi si trova di fronte a quelle “scoperte” in questo momento…magari proprio leggendo questo libro…]



  Se l'uomo medio oggi sta male è perché, come non mai, è imbrogliato e condizionato da informazioni che arrivano dall'esterno e bloccano la libertà...annullando la consapevolezza!

 
  Ad esempio…

sabato 21 novembre 2015

Scibile… o impossibile! – Prima Parte






  Possiamo mettere ordine nella nostra Vita (nel caso in cui non andasse già tutto bene così com’è, ovviamente!). Se ci rendiamo conto che qualcosa non funziona, abbiamo i mezzi per riequilibrare la situazione e decidere di raggiungere i nostri obiettivi nel modo più adeguato.
  Ma cosa succede quando non siamo consapevoli di quello che ci succede?
  Per far capire dove voglio andare a parare riporto, con parole mie, un esempio interessante di come si può creare uno squilibrio senza rendersene conto. E’ una “storiella popolare”, se vogliamo, ma ha risvolti pratici che in questo contesto sono molto utili.
  Si tratta dell’ammaestramento degli elefanti. Quelli che vengono poi fatti esibire al circo, per intenderci. I cuccioli vengono legati da piccoli con una corda al collo in modo da mantenere una massimo distanza concentrica da un palo fissato nel terreno. Hanno la possibilità di muoversi all’interno dello spazio delimitato dalla lunghezza della corda, e non possono andare oltre. Con la crescita il principio rimane lo stesso e lo si può applicare, per forza di cose, solamente con una corda più grossa e un palo più grande. La conseguenza è la medesima, l’elefante si potrà muovere solo in uno spazio definito dall’ammaestratore e percepito, fisicamente, dalla tensione della corda fissata al palo. La situazione diventa interessante nel momento in cui la crescita dell’animale raggiunge il limite per cui non vi sono corde e pali di resistenza e dimensioni tali da poterlo tenere soggiogato. Il fatto è che, a quel punto, non ci sarà bisogno di una  forza fisica proporzionalmente amplificata. Il mastodonte ha ricevuto fin da piccolo delle informazioni che hanno definito nel tempo i suoi limiti. La leggera tensione di una minuscola corda per lui sarà ciò che basta per “sapere” di non potersi allontanare di un passo in più!
  [Interessante…

lunedì 16 novembre 2015

Visualizzo…ergo sum! – Terza Parte





  Oggi, a distanza di un bel po’ tempo da quella “prima volta”, mi trovo a sfruttare questo paradigma nelle situazioni più disparate e varie! Aiuto le mie dimensioni (fisica, mentale e spirituale) a trovare, o ritrovare, l’equilibrio ogniqualvolta ne sento il bisogno.
  Si tratta, in tutta sostanza, di una pratica che contiene in sé alcuni principi e tecniche di PNL, autoipnosi, meditazione, se vogliamo anche la “legge di attrazione”…con un risvolto pratico immediato e risultati sorprendenti! Applicata nell’immediato, per correggere le piccole disarmonie di ogni giorni, può risultare davvero utile! Anche perché spesso non ci rendiamo conto che la nostra Vita non ha bisogno di essere radicalmente stravolta per essere migliorata!

  Sintesi e schematizzazione del “paradigma del fenicottero”:

Ø RESPIRO PROFONDO: concentrando la nostra mente e il nostro corpo in una respirazione regolare e profonda (solitamente si ritengono sufficienti anche già 3 cicli – inspirazione, apnea ed espirazione) vengono scremati ed allontanati i pensieri disturbanti e ci si centra sull’Io. Si svuotano inoltre i polmoni dall’aria residuale[1] ossigenando, purificando e riequilibrando l’organismo.
Ø DIALOGO INTERIORE: E’ fondamentale, quando ci prefiggiamo un obiettivo, avere chiaro di cosa si tratta. E non c’è modo migliore di fissare il concetto che…dircelo! Il dialogo interiore è il modo migliore per convincere l’io conscio e l’io inconscio e per allinearli con uno scopo condiviso. Non è banale e non è scontato! Comunica a te stesso cosa vuoi realizzare!
Ø VISUALIZZAZIONE: Allineati, ossigenati, equilibrati e convinti…ora è il momento di CREARE! Hai la creta più duttile e morbida tra le mani e devi realizzare l’opera. La visualizzazione chiara dell’obiettivo che hai stabilito ti avvicina alla meta come un treno in corsa! Immagina, ascolta mentalmente, guarda, tocca. Prova le sensazioni che senti che otterrai una volta raggiunto l’obiettivo!

  [Ci si può davvero sbizzarrire in lungo e in largo trovando ambiti e situazioni in cui applicare un esercizio di questo tipo con ottimi risultati!
  Ricercando ad esempio:
·        fermezza in occasione di un colloquio di lavoro;
·        tranquillità e sicurezza per un’esposizione di fronte ad un pubblico o una platea;
·        convinzione e lucidità in una contrattazione economica;
·        risolutezza ed equilibrio di fronte a una scelta importante (dai casi più leggeri come può essere la decisione di alzarsi mezz’ora prima del solito al mattino per fare un po’ di sana meditazione, fino ad obiettivi decisamente più ragguardevoli come impegnarsi a seguire un’alimentazione sana o abbandonare una dipendenza dannosa).


  La cosa sorprendente poi è il fatto che

lunedì 9 novembre 2015

Visualizzo…ergo sum! – Seconda Parte







  Come detto nel POST precedente, si tratta di una elaborazione pratica dei principi della programmazione neuro-linguistica che ho formulato quasi per caso (eufemismo...considerato che non credo nel “caso”…).



 
  È successo questo…
  Una mattina, traballante come la fiammella di una candela in balìa di un venticello spavaldo, ero intento a cercare un po’ di equilibrio, retto sulla sola gamba sinistra, per allacciarmi la scarpa del piede destro sollevato! Devo essere stato particolarmente assonnato (oltre che di fretta…) perché sono arrivato ad infastidirmi sbuffando incredulo per quanto tempo stavo perdendo e per quanto mi sentivo goffo. Ad un certo punto ho riappoggiato il piede a terra cercando di rilassare mente e corpo, che in quel momento erano abbastanza tesi, e ho fatto un respiro profondo…uno di quelli che sembrano quasi soffiare forte sui pensieri mettendoli a tacere e cancellando come un’onda sulla sabbia, i ricordi degli ultimi dieci secondi. Poi, serenamente, ho alzato di nuovo il piede destro, mi sono chinato verso la scarpa ed ho “parlato” a me stesso (il cosiddetto “dialogo interiore”[1]). Mi sono detto “devi stare in equilibrio!”, e, mentre lo dicevo, vivevo la sensazione della stabilità. Mi ero così infastidito per il fatto di non riuscire a fare una cosa così semplice e banale in fretta che mi ci son messo d’impegno!
  Pare scontato ora dire che in un battibaleno mi sono poi allacciato le scarpe senza indugi o balletti disordinati ma, anzi, con una fermezza e stile degni di un….fenicottero che si regge su una gamba sola!

  L’impegno nell’applicazione dell’esercizio si è ripetuto in alcune altre situazioni analoghe. Nello specifico ricordo di essermi ritrovato in una circostanza simile asciugandomi i piedi nella doccia (con l’aggravante del fondo scivoloso!) e poi facendo degli esercizi propriocettivi durante un allenamento in palestra (in equilibrio su una gamba sola poggiata su un attrezzo simile ad una palla sgonfia…utile per allenare la stabilità e rafforzare le caviglie, che per un pallavolista sono decisamente importanti!).
  Son tornato a ripetere le semplici fasi del RESPIRO PROFONDO, del DIALOGO INTERIORE e della SENSAZIONE VIVIDA DI STABILITA’. I risultati sono stati ottimi!
 

  Credo però di non essere stato ancora abbastanza convincente. E tantomeno mi sentivo convinto io, fino a quel momento, dell’efficacia di un esercizietto così “banale”. Poi però mi sono ricreduto…ed è successo

lunedì 2 novembre 2015

Visualizzo…ergo sum! – Prima Parte






[Questo che segue è un “POST-trampolino”. Funzionerà da propulsore per una spinta decisa verso la comprensione di importanti concetti che permettono di fare un vero e proprio salto in avanti quanto a conoscenza e consapevolezza!]


 
  Uno dei mattoni che regge la struttura di questo lavoro è rappresentato da quello che ho chiamato il “paradigma del fenicottero” (che esporrò nel prossimo POST).
  A dispetto della spigolosità del nome, si tratta di un esercizio molto semplice ed intuitivo. Ed il suo raggio di azione è pressoché illimitato!
  Si basa saldamente su alcuni dei principi fondamentali della Programmazione Neuro Linguistica (PNL).
  [A questo proposito invito chi fosse completamente estraneo all’argomento “PNL” ad effettuare qualche semplice ricerca in internet, o tra i numerosi fascicoli e libri che ne trattano, garantendo entusiasmanti e stimolanti scoperte!]
  In questo contesto mi limito a definire in modo molto semplice e sintetico, per una immediata comprensione, la PNL come una tecnica che si serve del linguaggio (non solo verbale ma anche il linguaggio del corpo) per programmare, riadattare e migliorare (rendere VINCENTE), il nostro modo di pensare-ed-agire, la nostra forma mentis.


Con i nostri pensieri creiamo
la realtà che ci circonda! 


 Partendo dal presupposto che noi creiamo con i nostri pensieri la realtà che ci circonda,